Come evitare il Pignoramento del Conto Corrente o Stipendio

Come funziona il Pignoramento dello stipendio e/o del Conto Corrente e come evitarlo?

* SOLUZIONI VALIDE SOLO SE NON SIETE GIÀ STATI PIGNORATI!!! *

pignoramento

Dopo quante rate non pagate del finanziamento si rischia il pignoramento?

Se il ritardo va oltre i 120 giorni (diventando “inadempimento”) il prestito verrà revocato immediatamente con conseguente richiesta dell’importo in un’unica soluzione, scorporato degli interessi a maturare.

A questo punto la Banca / Finanziaria, facendo come primo atto un decreto ingiuntivo, a seguire atto di precetto ed infine atto di pignoramento, congela, dietro autorizzazione del Giudice, 1/5 della busta paga, Conto corrente, ecc…

Naturalmente ogni atto di pignoramento porta con sé ulteriori aggravi di more e spese a carico del debitore.

Nel caso in cui il debitore non abbia possibilità di opporsi al provvedimento entro i termini di Legge, scatta il pignoramento.

Debiti non pagati, quando si diventa cattivi pagatori?

Al primo ritardo della rata si ha già difficoltà a chiedere altri finanziamenti. Alla terza rata non pagata scatta la segnalazione alle varie banche dati. Ciò significa che non si potranno ottenere nuovi prestiti o finanziamenti.

Qualunque banca o finanziaria, prima di concedere un prestito o un mutuo, esegue un controllo sul richiedente e, se esso risulta un cattivo pagatore, difficilmente gli verrà concesso.

COME FUNZIONA IL PIGNORAMENTO DELLO STIPENDIO?

Innanzitutto il creditore deve possedere un documento ufficiale del tribunale competente. A questo punto il creditore deve presentare prima un decreto ingiuntivo al pubblico ufficiale giudiziario e, in mancanza di opposizione da parte del debitore, si procede con l’atto di pignoramento.

Questo può avvenire in due modalità:

Pignoramento notificato al datore di lavoro

la somma trattenuta è antecedente al versamento dello stipendio e il datore di lavoro tratterrà la somma definita;

Pignoramento notificato all’istituto di credito

è il caso in cui la somma trattenuta è successiva all’accredito della busta paga sul conto corrente.

Sarà quindi il tribunale competente a notificare la procedura al lavoratore e al datore di lavoro o all’istituto di credito, i quali hanno 10 giorni di tempo per comunicare al creditore il totale dello stipendio del debitore e definire la somma mensile da pignorare.

Chi può chiedere il pignoramento dello stipendio e quali sono i limiti?

Il pignoramento può essere richiesto da:

un soggetto privato: l’importo trattenuto non può superare 1/5 dello stipendio netto del debitore;
l’Agenzia delle Entrate Riscossione: in questo caso sono stabilite soglie differenti in base al totale dello stipendio percepito. L’importo pignorato è di:

  • 1/5 per stipendi superiori a 5.000€
  • 1/7 se lo stipendio va da 2.500 a 5.000€
  • 1/10 se è inferiore a 2.500€

Se si dovessero sommare più creditori, questi saranno risarciti progressivamente, in modo che rimanga al debitore almeno la metà dello stipendio, per permettergli di sostenere sé e la famiglia e garantirsi una vita dignitosa.

C’è da notare inoltre che, se il debitore perde il lavoro, si interrompe anche il pignoramento sul suo stipendio e il creditore dovrà ripetere la procedura in caso di assunzione presso un’altra azienda.

PIGNORAMENTO DEL CONTO CORRENTE

è un atto di espropriazione forzata. La Legge stabilisce che un creditore possa utilizzare questo procedimento per recuperare un credito che un debitore non riesce a saldare.

Il pignoramento può essere effettuato anche sulle somme depositate sul conto corrente, salvo l’ultimo stipendio, il quale che resta disponibile per qualsiasi necessità del debitore.

Chi può chiedere il pignoramento del conto corrente?

La procedura di pignoramento di un conto segue un iter abbastanza articolato che varia a seconda del fatto che il creditore sia un privato (una banca, fornitore, cittadino) o se  è l’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Nel caso sia un privato, banca o finanziaria

è il giudice designato a notificare l’atto di precetto, dando disposizione alla banca di procedere con il blocco del conto.

Nel caso sia Agenzia delle Entrate Riscossione

non è necessario rivolgersi al giudice, essendo debiti fiscali accertati tramite cartella esattoriale.

Come viene effettuato il pignoramento

Prima di procedere al pignoramento viene notificato un atto di precetto, ovvero un ultimo avviso con il quale si comunica l’esecuzione forzata se entro un periodo di tempo (non inferiore a 10 giorni) non avviene il pagamento a saldo del debito accumulato.

Sbloccare un conto corrente pignorato

Una volta che il conto viene pignorato dall’ufficiale giudiziario, col conseguente blocco da parte della banca presso la quale risulta aperto, lo sblocco può avvenire solamente su richiesta del creditore oppure su disposizione del giudice.

COME SI PUÒ EVITARE IL PIGNORAMENTO DELLO STIPENDIO o del CONTO CORRENTE?

Nel momento in cui viene notificato il pignoramento, si può agire nei modi indicati qui sotto:

Opposizione al pignoramento

Entro 40 giorni dalla notifica del primo decreto ingiuntivo, il debitore può contestarlo al giudice che lo ha emesso. Se non c’è opposizione, il decreto ingiuntivo diventa titolo esecutivo, necessario per poter procedere con il pignoramento.

Pagamento del debito e blocco del pignoramento

Se il debitore paga tutto il suo debito e le spese all’ufficiale giudiziario, ottiene il blocco del pignoramento.

Ricorrere alla procedura di Saldo e Stralcio

La procedura più efficace e meno costosa per una riduzione del debito è il Saldo e Stralcio, ovvero un accordo tra debitore e creditore, che prevede la riduzione del debito a fronte di un pagamento immediato o a breve termine.

Grazie a questo accordo si evita il pignoramento (e l’aggravio di spese) e si ottiene anche l’estinzione del debito.

Teniamo a precisare che non è possibile chiedere lo Stralcio delle posizioni debitorie aperte con Agenzia delle Entrate in quanto le procedure inerenti al fisco le decide lo Stato (con le varie Rottamazioni, ad esempio).

Questo è un esempio di come funziona il saldo e stralcio.

Ricorso alla legge sul sovraindebitamento (ex Legge 3 2012)

Se il debitore ha maturato un debito elevato e non ha la possibilità di ripagare il creditore, l’unica alternativa sarà il ricorso alla legge sul sovraindebitamento, che blocca immediatamente ogni azione esecutiva e ogni pignoramento, permettendo una riduzione del debito e l’esdebitazione. In questa procedura rientrano anche i debiti col fisco.

L’esdebitazione permette di far recuperare parzialmente ai creditori quanto da loro erogato ed offre al debitore la possibilità di risolvere definitivamente la sua situazione, in base alle sue possibilità.

CONCLUSIONI

Come vedete le soluzioni ci sono, ma consigliamo vivamente di rivolgersi a Professionisti del settore con esperienza, capaci di interporsi fra voi ed i vostri creditori al fine di mediare a vostro favore. Non tutte le agenzie fanno al caso vostro, per questo vi lasciamo un articolo in merito qui di seguito.

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