Come fare se si hanno troppi debiti?

come fare se si hanno troppi debiti
Sovraindebitamento: come fare se si hanno troppi debiti
Come fare se si hanno troppi debiti

Come fare se si hanno troppi debiti?

Esistono 4 soluzioni per uscire dai debiti:

Saldo e Stralcio, Legge 3, Legge Sovraindebitamento e Consolidamento Debiti.


SALDO E STRALCIO

Trattativa con i creditori al fine di ottenere uno “stralcio” cospicuo ed una rata mensile sostenibile.

LEGGE 3/2012

Procedura Legale dove la decisione finale spetta al Giudice.

LEGGE SUL SOVRAINDEBITAMENTO

Si può applicare questa procedura solo a chi si trova in una grave crisi finanziaria, che non permette altro tipo di soluzione.

CONSOLIDAMENTO DEBITI

Unico finanziamento che estingue quelli in corso, con rata più bassa ed allungamento del finanziamento stesso.

Scopri di più

Cosa succede se non pago un finanziamento? (le rate)

Legge 3 2012 come funziona

Cosa succede se non pago un finanziamento

Cosa succede se non si paga più un finanziamento?

Smettere di pagare le rate di un finanziamento, un prestito personale o un mutuo senza fare nulla, NON è assolutamente una scelta conveniente. Questo perchè alla base del prestito c’è sempre un contratto, che entrambe le parti si impegnano ad onorare al momento della stipula.

Oltre ad essere segnalati alla Banca Dati dei cattivi pagatori ed avere le porte chiuse per poter accedere al credito, la Banca / Finanziaria può intraprendere diverse strade, le più comuni sono le seguenti:

  • dopo 7/8 mesi può arrivare al pignoramento della busta paga e/o il Conto Corrente.
  • in caso di aziende pignorerà fatture e/o il Conto Corrente aziendale.
  • In casi estremi anche il pignoramento dell’immobile.
  • Nel caso non si abbia reddito, la Banca / Finanziaria, rinnovando periodicamente il pignoramento, con lievitazione delle spese per il debitore, allunga a tempo indeterminato l’esecuzione. (Tradotto, alla prima busta paga o deposito che arriva sul conto, questa somma viene congelata).

E’ importante sottolineare che al momento del primo ritardo nel pagamento, la finanziaria applica gli interessi di mora come previsti dal contratto, questo già dal giorno successivo a quello previsto per il pagamento.

Dopo quante rate non pagate del finanziamento si rischia il pignoramento?

Se il ritardo va oltre i 120 giorni (diventando “inadempimento”) il prestito verrà revocato immediatamente con conseguente richiesta dell’importo in un’unica soluzione, scorporato degli interessi a maturare.

A questo punto la Banca / Finanziaria, facendo come primo atto un decreto ingiuntivo, a seguire atto di precetto ed infine atto di pignoramento, congela, dietro autorizzazione del Giudice, 1/5 della busta paga, Conto corrente, ecc…

Nel caso in cui il debitore non abbia possibilità di opporsi al provvedimento entro i termini di Legge, scatta il pignoramento.

Debiti non pagati con la banca: quando si diventa cattivi pagatori?

Al primo ritardo della rata si ha già difficoltà a chiedere altri finanziamenti. Alla terza rata non pagata scatta la segnalazione alle varie banche dati. Ciò significa che non si potranno ottenere nuovi prestiti o finanziamenti.

Qualunque banca o finanziaria, prima di concedere un prestito o un mutuo, esegue un controllo sul richiedente e, se esso risulta un cattivo pagatore, difficilmente gli verrà concesso.

Ma a questo punto, se uno non riesce a pagare i debiti, cosa può fare?

  • Chiedere la sospensione dei pagamenti per alcuni mesi alla Banca / Finanziaria.
  • Chiedere di saltare alcune rate, posticipando la fine del piano di rientro, con aggravio di spese.
  • Chiedere di elaborare un nuovo piano di rientro più sostenibile.
  • Attuare le varie procedure esistenti che sostengono tutte le persone che hanno problematiche, nel rispettare gli impegni presi con le Banche / Finanziarie

Conclusioni

Nel caso in cui il problema di sovraindebitamento sia conseguente ad una nuova situazione economica, legata ad esempio alla perdita del lavoro o a spese impreviste, consigliamo una consulenza di un Professionista del Debito che sia in grado di trattare per conto vostro, direttamente con il creditore. I vantaggi possono essere enormi.


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Legge sul Sovraindebitamento, guida aggiornata 2024

Legge3 sovraindebitamento, guida aggiornata 2024

Legge sul sovraindebitamento aggiornata
Legge sul sovraindebitamento aggiornata

il Sovraindebitamento secondo la Legge

Sovraindebitamento” è il nome giuridico che la Legge assegna alla difficoltà nel pagare i propri debiti, ed è stato introdotto nel sistema giuridico italiano dalla Legge 3/2012, alla voce “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento

Riassumendo e semplificando, il sovraindebitamento è quella situazione in cui privati, aziende, artigiani, ecc… , non riescono più a pagare i propri debiti con banche, finanziarie, fornitori, ecc… a causa di uno scompenso tra le entrate e le uscite.

Con la normativa sul sovraindebitamento lo Stato concede l’occasione per avere un “nuovo inizio” a questi soggetti. In sintesi lo Stato dà la possibilità di poter pagare i debiti in base alle effettive possibilità economiche del debitore.

Nell’estate del 2022 il sovraindebitamento è stato riformato dal Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza, per cui non è più corretto far riferimento alla legge 3 del 2012 (anche se i concetti base siano rimasti molto simili).

Cosa è la Procedura di Sovraindebitamento

Lo scopo principale della legge sul sovraindebitamento è quella di permettere al debitore di pagare quanto gli è possibile in base alle proprie possibilità, permettendogli allo stesso tempo di vivere una vita dignitosa, ed allo stesso tempo vedersi cancellato il debito che non può pagare in alcun modo. In questo caso si parla di “esdebitazione”, ovvero di cancellazione del debito non onorato.

Questa procedura non va interpretata come una sanatoria. Viene “solo” offerta la possibilità a chi ha troppi debiti di pagare quanto gli è possibile, in base alla propria situazione di reddito, patrimonio e carico familiare.

Legge sul Sovraindebitamento: chi può accedere alle procedure e quali sono

Per prima cosa occorre sapere che queste procedure sono riservate ai soggetti non fallibili, che sono:

  • Consumatori, ovvero persone fisiche senza Partiva IVA (dipendenti, pensionati, disoccupati, ecc…).
  • Piccole imprese, ovvero con un fatturato inferiore a 200.000 euro annui, patrimonio inferiore a 300.000 euro e debiti inferiori a 500.000 euro. tali parametri devono essere riscontrati negli ultimi tre anni ed a patto che non siano fallibili.
  • Aziende agricole.
  • Professionisti iscritti ad albi e ruoli (senza limiti di fatturato o debiti).
  • Start up innovative
  • Enti no profit (onlus, associazioni, ecc…)

I principali presupposti per l’accesso alle procedure di sovraindebitamento sono che il debitore:

  • Sia in effettivo stato di sovraindebitamento.
  • Non sia fallibile.
  • Non abbia messo in atto tentativi di frode verso i creditori.

La Legge 3/2012 prevede queste procedure di sovraindebitamento ben distinte. Eccole elencate:

Liquidazione controllata del sovraindebitato, o liquidazione del patrimonio

  • Viene richiesta al Tribunale la possibilità di pagare i debiti con la liquidazione del patrimonio. Si attua nelle situazioni più difficili.
  • Vantaggio: se dalla vendita del patrimonio si ricava una cifra irrisoria, la differenza può essere pagata in comode rate per qualche anno.

Piano del Consumatore (procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore)

  • Può essere utilizzata solo dalle persone fisiche.
  • Viene proposto ai creditori un piano di pagamenti sostenibile rispetto ai redditi del debitore.
  • Si applica a persone con busta paga o reddito certo.
  • Il piano deve essere approvato dal Giudice.

Ristrutturazione del debito

La ristrutturazione del debito è un accordo di natura privatistica tra creditore e debitore che consente, mediante l’adozione di un piano di rientro concordato tra le parti, di risanare l’equilibrio finanziario. Approfondisci

Concordato minore (ex accordo di composizione della crisi) per le Aziende e Partite IVA:

  • È riservato alle imprese e professionisti.
  • Viene proposto ai creditori un piano sostenibile che diventerà effettivo se votato almeno dal 50% dagli stessi creditori.
  • È permessa la continuità dell’impresa e la possibile la salvaguardia dei beni.
  • Vedi anche Procedure Concorsuali per sovraindebitamento.

È possibile accedere alla Legge in ogni fase della Crisi del Debito?

Si può chiedere un accordo con i debitori quando:

  • iniziano i primi problemi di pagamento (è quasi sempre la soluzione più vantaggiosa)
  • nel caso in cui i creditori si stiano già rivalendo sul patrimonio personale (o aziendale) con pignoramenti, aste immobiliari o trattenute sullo stipendio.

Esdebitazione

Se la liquidazione del patrimonio copre solo una minima parte l’ammontare della massa debitoria, per la restante parte del piano di rientro il richiedente verrà esdebitato.

L’esdebitazione può anche essere richiesta dai falliti. Se la richiesta viene accettata, il Giudice toglie al richiedente tutte le pendenze a suo carico, dandogli la possibilità di un nuovo inizio. Approfondisci

Come funziona la Legge sul Sovraindebitamento? Come può essere un aiuto per risolvere i propri problemi di debiti?

La procedura di sovraindebitamento è una mini-procedura concorsuale, da presentare presso il Tribunale di residenza.

Questi sono i passaggi fondamentali:

  1. Fase di verifica per valutare se puoi accedere alla legge o se è l’unica soluzione vantaggiosa al tuo problema di sovraindebitamento.
  2. In caso affermativo è necessario:
    • Preparare tutta la documentazione in merito alla situazione economica e patrimoniale.
    • Redigere un elenco dei debiti, del patrimonio, le visure in tutte le banche dati, la situazione debitoria in Agenzia delle Entrate e storia bancaria degli ultimi 5 anni.
  3. Viene inviato un bollettino all’Organismo di Composizione della Crisi che dovrà verificare la documentazione inviata e richiedere eventuali parti mancanti.
  4. L’OCC incarica il Gestore della Crisi che farà istanza al Giudice.
  5. Attesa dell’approvazione del Giudice (detta “omologa”).  Il Giudice in questa fase potrebbe dare delle indicazioni ai creditori ed al debitore su come procedere, ad esempio, bloccando un pignoramento o un’asta, le modalità di pagamento, ecc… Se il Giudice accetta, si procede alla fase successiva.
  6. Ultima fase: l’attuazione del piano. La cancellazione di debiti potrà avvenire solo se il debitore si adegua alla procedura, che può comprendere il versamento di una parte dello stipendio o la liquidazione del patrimonio.
  7. Esdebitazione e riabilitazione. A piano completamente attuato, ovvero dopo 3 anni nel caso di procedura di liquidazione (il tempo non è ben definibile per le altre procedure) il tutto termina con la cancellazione dei debiti non pagati (esdebitazione).

Sovraindebitamento e codice della crisi: le novità del 2022

La normativa sul sovraindebitamento ha recepito alcune importanti novità, quasi tutte positive per il debitore. Ecco le principali:

Procedure familiari di sovraindebitamento

La nuova norma dettata dal codice della crisi , introduce la possibilità che membri indebitati della stessa famiglia, possano avviare un’unica procedura, riducendo i costi e tempi, evitando di aprire tutte procedure singole, come dettato dalla precedente Legge 3 2012.

Requisiti

  • coloro che fanno richiesta devono essere conviventi
  • il sovraindebitamento deve avere un’origine comune

Meritevolezza

Il debitore dovrà anche trovarsi nelle seguenti condizioni:

  • Non deve aver effettuato frodi ai creditori, ovvero non deve aver sottratto del patrimonio (esempio: vende uno o più immobili, trafuga i soldi della vendita all’estero e si dichiara sovraindebitato in Italia).
  • Il sovraindebitamento non deve essere stato creato con dolo o da comportamenti scellerati.

Cessione del quinto dello stipendio e sovraindebitamento

I prestiti sotto forma di cessioni del quinto sono equiparate agli altri debiti bancari, e quindi possono essere non pagati. Con l’avvio di una procedura di sovraindebitamento, la trattenuta sullo stipendio viene bloccata.

Riabilitazione del richiedente

Il Codice della Crisi, prevede che la liquidazione duri al massimo 3 anni, ma soprattutto che non serva una specifica domanda di esdebitazione: infatti dopo tre anni (in assenza di motivi ostativi), tale provvedimento viene richiesto all’interno della stessa procedura.

Scarica iI testo della legge sul sovraindebitamento in PDF

Legge 3 2012 aggiornata

Codice della Crisi aggiornato 2022

Il Concordato minore del sovraindebitato

Soluzioni Sovraindebitamento

Sovraindebitamento a chi rivolgersi?

Alternative alla Legge sul Sovraindebitamento ed alla Legge 3/2012


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Come risolvere problemi di debiti con Finanziarie e Banche?

Come risolvere i problemi di debiti con finanziarie e banche?

Come risolvere i debiti con le finanziarie
Come risolvere i debiti con le finanziarie
  • Sei così sommerso dai debiti da sentirti soffocare?
  • Hai paura di non essere in grado di far fronte agli impegni presi con le finanziarie?
  • Temi che i tuoi sacrifici siano vani e che non ne uscirai?

Agenzia Risoluzione Debiti può elaborare assieme a te una strategia di ristrutturazione del debito al fine di rimborsare i creditori secondo le tue effettive capacità. Se l’ammontare del tuo passivo è nettamente superiore ai mezzi economici di cui disponi, hai due strade da percorrere:

Che cosa si intende con questi termini così specifici? Quali sono le differenze tra i due metodi? Definiamo questi concetti.

Una misura contro il sovraindebitamento

Il legislatore ha stabilito che puoi risolvere la tua posizione debitoria pagando quanto ti sia possibile, tenendo conto di quel che possiedi e dei mezzi necessari al sostentamento della tua famiglia. La legge numero 3 del 2012 ti offre una via d’uscita se vedi lievitare i tuoi interessi, negare l’accesso al credito bancario o subisci procedure aggressive e pignoramenti.

La ratio che ha portato alla scrittura del DDL 3/2012, o legge contro il sovraindebitamento, è stata la necessità di porre un freno a usura ed estorsione. Il principio fondante è quello della esdebitazione, o esdebitamento, la possibilità cioè di ridurre l’ammontare del denaro dovuto accordandosi per un pagamento più gestibile. Grazie a tale provvedimento, i privati possono ora usufruire della stessa ristrutturazione del debito precedentemente concessa soltanto a imprese in fallimento.

Per rientrare sotto l’ombrello di questo provvedimento occorre una omologa, un atto formale emanato da tribunale. Si verificherà che il debitore versi in uno stato di crisi finanziaria non dovuta a illecito. Confermato questo, il soggetto potrà beneficiare della misura.

Essa tende una mano salda a chi è in seria difficoltà, tanto da essere stata significativamente ribattezzata “legge salva suicidi“.

La legge, in breve

Assodata la capacità di solvenza del debitore si stabilirà un piano di estinzione del passivo, concordato tra le parti. La porzione restante, o debito residuo, sarà esdebitata, dunque annullata.

Possiamo pensare a questa legge come a un accordo tra debitore e creditore. Sotto la supervisione di figure giuridiche, chi deve ricevere accetta di rinunciare a qualcosa al fine di ottenere il rimborso di una parte di credito, mentre chi deve dare può affrontare la situazione con serenità.

Il creditore preferirà accettare questa soluzione piuttosto che non ricevere alcun rimborso o spendere per acquistare le prestazioni di un recupero crediti. Nel caso non si trovi un accordo si potrà procedere all’esdebitamento mediante liquidazione del patrimonio.

L’esdebitazione viene concessa alla persona fisica ed è una efficace risposta se devi uscire dai debiti con le finanziarie e le banche.

Consolidamento dei debiti

Non tutti i richiedenti si vedono approvare la propria domanda.

Nel caso in cui non versassi in comprovata crisi finanziaria, e dunque non potessi beneficiare della legge 3, potrai ricorrere a un metodo alternativo per uscire dal debito con le finanziarie: domandare un prestito per consolidamento del debito.

Ciò può apparire strano: perché mai dovresti richiedere un ulteriore prestito se hai già problemi a ripagare quelli ottenuti in precedenza? Vi sono dei vantaggi e la procedura è più agile della precedente.

La procedura di consolidamento

La procedura di consolidamento debiti consente l’estinzione di ogni finanziamento in corso. Tutti i prestiti esistenti saranno raggruppati in uno e potrai così uscire dai debiti con le finanziarie. Otterrai una rata più bassa, spalmata su un lungo periodo (solitamente 10 anni) e a tasso TAN fisso. Volendo, potrai ottenere liquidità integrando una parte di credito da utilizzare come preferisci, aggiungendola alla somma richiesta.

Questa porzione del prestito riservata a te stesso potrà essere dedicata all’acquisto di un bene specifico e dichiarato (se richiederai un finanziamento finalizzato), oppure gestita liberamente (chiedendo un finanziamento non finalizzato). L’istituto di credito cui ti rivolgerai si informerà di tutti i dettagli al momento della stipula dell’accordo.

Raggruppando i tuoi debiti potrai gestire in maniera più agevole le finanze, premurandoti di far fronte a una sola scadenza mensile. Perché si possa effettuare un consolidamento occorrerà includere almeno due prestiti. Normalmente, il prodotto è più efficace quando i finanziamenti raggruppati sono tre o più.

Introdotto dalla legge numero 212 del 2011, il consolidamento è, in tutto e per tutto, equiparato a un finanziamento. Ciò significa che vi sono dei requisiti da rispettare per poterne usufruire. Saranno valutate situazione economica familiare e merito creditizio.

Come non pagare i debiti con finanziarie e banche?

La procedura di consolidamento e il processo di esdebitazione ti permettono di non pagare parte del passivo accumulato. Approfittando di uno tra questi due metodi potrai ristrutturare il tuo debito in maniera etica e legale.

L’iter di consolidamento è generalmente consigliato a tutti coloro i quali non versino in condizioni di sovraindebitamento troppo opprimenti. La legge 3, infatti, è stata ideata per lenire le situazioni più gravi, comprese quelle drammatiche e, non a caso, richiede un atto giudiziario emesso dal tribunale. Ad ogni modo, ambedue i metodi sono disponibili per chi desideri alleggerire il suo passivo.

Debito con finanziarie e banche, che succede in caso di decesso?

I debiti con le finanziarie si ereditano?

Che succede in caso di morte del debitore? L’erede diventerà amministratore, in proporzione alla quota a lui lasciata, non soltanto del patrimonio attivo, bensì anche di quello passivo. I finanziamenti sono tra le sanzioni che vanno saldate dall’erede, testamentario o nominato secondo la normativa civile.

L’eredità va prima accettata, non lo si fa in maniera automatica. Si può procedere esplicitamente, annunciando davanti a un notaio le proprie intenzioni, oppure in maniera tacita, disponendo, per esempio, la vendita dei beni del defunto o utilizzando il suo denaro

Nessun creditore del deceduto può avanzare pretese verso il discendente che non abbia accettato di divenire erede.

I debiti con banche e finanziarie vanno in prescrizione?

Un prestito può andare in prescrizione. La legge dice che, trascorsi 10 anni dalla scadenza dell’ultima rata, non sussiste più responsabilità di rimborso.

Vanno considerati anche i solleciti di pagamento. Controllali sempre in maniera meticolosa.

Precedentemente alla morte, ogni sollecito va indirizzato al nominativo di chi è in debito. In seguito, i destinatari diventano gli eredi. Occorre rivolgersi a loro in maniera impersonale. La notifica andrà comunque recapitata presso l’ultima residenza di vita e non più indirizzata al soggetto, divenuto inesistente dopo la dipartita, bensì “ai Sig.ri eredi di…”. Qualunque imprecisione nell’invio può invalidare il sollecito di pagamento.

Riassunto

Se hai accumulato un debito ingente con gli istituti di credito, non disperare. Esistono metodi perfettamente legali per ristrutturare il passivo e restituire ai creditori esclusivamente quanto puoi permetterti, in base alla tua condizione economica.

Il primo metodo è l’esdebitazione: accordandoti con il tuo creditore potrai ridimensionare quel sovraindebitamento che oggi ti appare insormontabile e saldare soltanto quanto sia alla tua portata. Il debito residuo sarà stralciato e gestirai il passivo secondo un piano concordato, che ti darà modo di migliorare la tua situazione fino a estinguere la posizione debitoria.

Alternativamente, puoi optare per il consolidamento del debito. Si tratta di un particolare prodotto finanziario: un prestito specifico studiato per estinguere, in unica soluzione, l’intero passivo. Tutte le rate verranno raggruppate in una sola, mensile, e avrai modo di liberarti dall’oppressiva coesistenza di più finanziamenti. La rata resterà bassa e verrà spalmata su un lungo periodo. Il tasso sarà fisso e agevolato.


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Troppi debiti: perché affidarsi ad una Agenzia è meglio?

1) Uscire dai troppi debiti (Sovraindebitamento): perché affidarsi ad una Agenzia è meglio?

Sovraindebitamento - come uscire dai troppi debiti

Debiti e Sovraindebitamento

Hai iniziato ad accumulare troppi debiti e, in un primo momento, hai cercato di tamponare o risolvere la situazione come potevi. Molto probabilmente ora ti sei ritrovato ad essere più sovraindebitato di prima e non sai davvero come uscirne.

L’ansia di ricevere un richiamo da Banche o Finanziarie genera frustrazione, insonnia e disperazione al punto che non riesci più a vivere serenamente la tua vita. Sai che è giunto il momento di rivolgerti a qualcuno, ma non sai bene a chi.

Se ti trovi in questa situazione, sappi che non è questo il momento di fare scelte frettolose; rifletti, informati, e con cura cerca il professionista più adatto alle tue esigenze. Quello che sarà in grado di aiutarti ad uscire da questa situazione.

2) Hai troppi debiti? Chiedi aiuto a dei professionisti del sovraindebitamemento

2.1) Non tutti i professionisti fanno al tuo caso

Molti si affidano al proprio avvocato o commercialista ma, il più delle volte, questa non è la soluzione più giusta. Perché?

  • Perchè, dopo che avrai spiegato la tua situazione al professionista (e pagato le esose parcelle), tornerai a casa più sollevato e tranquillo, con l’illusione che a breve inizierà a lavorare al tuo caso.
  • Perchè, se il professionista non è uno specialista del settore, ti troverai con i tuoi debiti lievitati e con l’aggiunta della sua parcella. Questo perché, se non si ha la conoscenza della Legge 3 e non si è esperti della medesima, non avrai la soluzione alla tua problematica.

Proviamo ad essere più chiari con un esempio:

se ti trovassi con un problema serio di salute (facciamo corna), non andresti mai dal medico generico, giusto? Sicuramente ti rivolgeresti ad uno specialista! Allo stesso modo, se hai un problema di debiti, ti dovrai rivolgere a professionisti esperti di sovraindebitamento, onesti e seri (ne esistono pochi).

Alcuni si definiscono “professionisti del debito”, ma la gran parte di loro vanta solo di aver seguito qualche situazione debitoria. Un’esperienza un po’ misera.

Sono persone che hanno una buona dialettica e vi convinceranno che hanno portato a termine molte procedure; mai nessuno, però, ti dirà che c’è un alto rischio che la procedura non vada a buon fine. Il motivo è che questi “personaggi” non sono al corrente delle varie sfumature che può avere questa Legge.

Questo è il motivo per cui la gran parte delle richieste non va a buon fine. La causa è proprio il loro lavoro incompleto e superficiale che, ovviamente, graverà ancora di più sulla tua posizione.

2.2) Affidati a dei professionisti per non peggiorare la tua situazione

Se hai accumulato troppi debiti, è fondamentale rivolgersi a degli esperti del settore. Sono davvero pochissimi i professionisti esperti di debiti. Ancora meno quelli che conoscono la legge 3 che riescono ad alzare di molto la percentuale delle sentenze vinte.

Questo perché la maggior parte dei professionisti accetta casi solo per motivi venali. Sono persone poco serie e senza scrupoli nei confronti dei propri clienti afflitti da problemi di sovraindebitamento.

Molte volte, facendo leva sulle difficoltà ed approfittando del loro disagio e, di conseguenza, della loro elevata fragilità, riescono a presentare parcelle scandalose.

Assicurati di aver trovato professionisti competenti e seri. Ricorda che i soldi della parcella del sedicente “esperto di debiti”, in tutti i casi si uniranno alla tua esposizione debitoria, anche se non dovesse concludere nulla.

Piuttosto che rivolgerti ad un professionista qualunque, puoi contattare un’agenzia specializzata che si occupa esclusivamente di DEBITI.

Noi di Agenzia Risoluzione Debiti abbiamo un team di professionisti (commercialisti, avvocati, ecc…) specializzati in questo tipo di pratiche, finalizzate alla risoluzione dei debiti tramite saldo e stralcio o legge 3/2012.

Agenzia Risoluzione Debiti, azienda primaria del settore, riconosciuta dalle svariate recensioni dei suoi clienti, ti garantisce soluzioni certe, veloci e snelle, senza costi iniziali, con una percentuale minima sullo stralcio ottenuto e con pagamento dilazionato in comode rate, il tutto a soluzione della tua problematica.

3) Come distinguere i veri professionisti da quelli truffaldini

Hai già abbastanza problemi e non vuoi proprio rischiare di perdere tempo e denaro a causa dell’incapacità o della negligenza di professionisti poco affidabili?

Ecco alcuni consigli per distinguere veri professionisti del debito:

    • Diffida da chi ti chiede un pagamento anticipato, una volta che avrai pagato la parcella del professionista, non potrai mai avere la certezza di risolvere il tuo debito originario ed avrai solo speso altro denaro.
    • Non fidarti di chi ti promette un risparmio enorme del tuo debito perché non è assolutamente possibile prevedere anticipatamente la percentuale di stralcio del debito, tanto meno il risultato della sentenza.
    • Diffida da chi cerca di convincerti che ha portato a termine centinaia o migliaia di casi utilizzando la legge anti-suicidi.

Contatta gli esperti qualificati di Agenzia Risoluzione Debiti per farti aiutare con le procedure di esdebitazione ed affida ai nostri consulenti l’incarico di ristrutturare i debiti che rendono problematica la tua vita. Ti daremo la tranquillità iniziale, fiducia e credibilità, non ti chiederemo nessun acconto, ma solamente la percentuale dilazionata a stralcio ottenuto ed in comodissime rate.


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(Recensioni Google Business al 1 Settembre 2023)

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Abbiamo notato l’ennesimo goffo tentativo di spacciarsi per noi. Li abbiamo già “invitati” più una volta di non usare il nostro nome, perciò adesso hanno deciso camuffare la cosa… ma il concetto non cambia… A voi le conclusioni…

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un consiglio: “Sii la versione originale di te stesso, non la brutta copia di qualcun altro.”

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Che cos’è l’Esdebitazione? Guida pratica & informazioni

Esdebitazione: Guida pratica e informazioni

esdebitazione
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L’esdebitazione è un beneficio concesso al fallito persona fisica in presenza di particolari condizioni soggettive ed oggettive; consiste nella liberazione dai debiti residui, che non siano stati soddisfatti attraverso la procedura fallimentare.

Ciò al fine di limitare l’esdebitazione ai soli imprenditori:

  1. Che ne siano meritevoli per aver svolto in modo corretto la propria attività.
  2. Che abbiano mostrato una buona condotta oltre ad un atteggiamento collaborativo durante la procedura concorsuale.
  3. Il cui fallimento abbia consentito il soddisfacimento almeno parziale dei creditori concorsuali.

Esdebitazione: i requisiti

Quanto ai requisiti di meritevolezza è ammesso al beneficio dell’esdebitazione solo l’imprenditore che:

  1. Ha cooperato nella procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utile e adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni.
  2. Nei 10 anni precedenti non ha beneficiato di altra esdebitazione.
  3. Non ha distratto l’attivo, o esposto debiti inesistenti.
  4. Non ha causato o aggravato la crisi, rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari.
  5. Non ha fatto ricorso abusivo al credito.
  6. Non è stato condannato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio.
  7. Non è stato condannato per altri delitti compiuti in connessione con l’esercizio dell’attività d’impresa.
  8. E’ escluso il debitore che abbia tenuto comportamenti ostruzionistici durante il fallimento, come non aver consegnato al curatore la corrispondenza, o aver ritardato lo svolgimento della procedura.

In relazione ai punti 3, 4, e 5 si tratta di condotte sanzionate anche penalmente, ma in questi casi l’esdebitazione è esclusa a prescindere dalla condanna penale.

Esdebitazione: ruolo del Tribunale

In presenza di queste condizioni soggettive ed oggettive (il presupposto oggettivo è lo stato di sovraindebitamento del debitore), il tribunale, con lo stesso decreto di chiusura del fallimento, dichiara inesigibili nei confronti del debitore i debiti concorsuali non soddisfatti integralmente.

Come opera l’esdebitazione

L’esdebitazione opera per tutti i debiti anteriori all’apertura del fallimento, anche quelli per i quali non è stata presentata domanda di insinuazione al passivo.

Rispetto ai creditori che non hanno partecipato al fallimento, però, l’effetto liberatorio si produce solo per l’eccedenza rispetto alla percentuale attribuita dal fallimento ai creditori concorrenti di pari grado.

L’esdebitazione non opera invece per particolari categorie di debiti: gli obblighi di mantenimento e alimentari e comunque le obbligazioni derivanti da rapporti estranei all’esercizio dell’impresa; la responsabilità extracontrattuale e le sanzioni pecuniarie penali e amministrative.

L’esdebitazione avviene per effetto del fallimento, che ne è la causa.
Il fallimento, infatti, non comporta la liberazione del fallito dalle obbligazioni non soddisfatte (in tutto o in parte) nell’ambito della procedura fallimentare.

La liberazione del fallito dai debiti residui può aversi solo quando il fallimento si chiude per concordato, ovvero quando il debitore ottiene l’esdebitazione dal tribunale fallimentare.

Inclusi ed esclusi dalla procedura

Come riportato all’inizio, per ottenere il beneficio bisogna rivestire la qualità di fallito persona fisica. E’ escluso dal fallimento il piccolo imprenditore e l’imprenditore non commerciale.
L’art. 1 della legge fallimentare ha la funzione di stabilire se un piccolo imprenditore, individuale o collettivo (perché può anche essere una società), è tale o no solo ai fini di individuare la sua fallibilità o meno.

L’imprenditore commerciale (non piccolo) è soggetto a fallimento. Questo significa che la qualità di fallito non si riferisce solo all’imprenditore individuale, ma anche al socio illimitatamente responsabile di società appartenente ad uno dei tipi regolati nei capi III, IV e VI del titolo quinto del codice civile, il quale è dichiarato fallito per via di “estensione” del fallimento della società (SNC, SAS, SPA).

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