Cos’è la Legge 3/2012 sul Sovraindebitamento? Pro e Contro

1) Legge 3 2012 sovraindebitamento: Pro e Contro | Come fare?

Legge 3 2012 sovraindebitamento pro e contro
Legge 3 del 2012 Pro e Contro – Come funziona – Aggiornamento 2023

2) Legge 3 2012 sovraindebitamento (guida aggiornata 2024)

La legge 3 del 27 gennaio 2012 sul sovraindebitamento, detta anche legge salva suicidi o legge anti suicidi è stata approvata dal Parlamento per portare rimedio alla crisi di liquidità di una persona fisica e delle piccole imprese che hanno contratto dei debiti e alle quali non possono essere applicate le comuni procedure concorsuali (ndr: fallimento).

Prima di questa legge, cittadini, liberi professionisti e piccoli imprenditori non potevano essere aiutati dallo Stato in caso di sovraindebitamento.

Per questo molte persone facevano scelte sbagliate o estreme (come il suicidio), oppure costringevano le loro famiglie a vivere in condizioni di vita inaccettabili per poter ripagare i propri debiti.

Il debitore che non ha agito in malafede e non è responsabile del proprio sovraindebitamento può ricorrere a questo strumento; il fine è quello trovare un accordo di ristrutturazione dei debiti con i creditori per pagare solo ciò che si può pagare, con mezzi e tempi che consentano a lui ed alla sua famiglia di vivere una vita decorosa.

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legge 3 salva suicidi

La legge “salva suicidi” ha l’obiettivo di offrire una soluzione sostenibile a tutti i consumatori che versano in una condizione di sovraindebitamento.

2.1) Testo Normativa L3 2012 aggiornata (PDF)


3) Che cos’è il Sovraindebitamento?

La Legge lo definisce in questo modo:

il sovraindebitamento è una situazione in cui un soggetto non è in grado di pagare i propri debiti, neanche procedendo alla vendita dei propri beni.

Il sovraindebitamento si può verificare per vari motivi, eccone alcuni:

  • perdita del posto di lavoro;
  • motivi di salute;
  • lutti familiari;
  • eventi che hanno modificato, indipendentemente dalla volontà della persona, la situazione economica e finanziaria;
  • crediti non riscossi.
Definizione di Sovraindebitamento
Definizione di Sovraindebitamento

In sintesi, significa possedere un ammontare di debiti che supera il proprio patrimonio; questo comporta, nonostante gli sforzi, il non riuscire più a sostenere i propri impegni economici. Questi possono essere tasse, rate del mutuo, bollette, fornitori, debiti verso finanziarie e così via.

Per tutte queste persone, esiste una soluzione che permette di estinguere i propri passivi tramite procedure di stralcio e dilazione.

La soluzione è la legge 27 Gennaio 2012 n°3, concernente “disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento.”

Ci sono situazioni in cui non si possieda alcun immobile e pertanto non sia possibile la vendita con stralcio dello stesso.

In questi casi esiste comunque una procedura chiamata “piano del consumatore” che rimanda al Giudice la valutazione dello specifico caso.

4) Legge 3 del 2012: La soluzione al sovraindebitamento

La legge 3/2012 stabilisce una procedura di esdebitazione volta ad evitare il sovraindebitamento dei cittadini italiani.

È quindi una grande opportunità per privati, artigiani, commercianti, agricoltori e tutti quei soggetti non fallibili che non riescono a fare fronte ai propri debiti; siano essi nei confronti di Agenzia delle Entrate, sia nei confronti di finanziarie e banche per i mutui.

Grazie a questa legge, tutti questi soggetti hanno, infatti, la possibilità di rivolgersi al tribunale per uscire dalla propria situazione di difficoltà economica.

5) Legge 3 2012 requisiti: chi può accedere alla Legge Tre?

Tutti i consumatori, siano essi lavoratori dipendenti pubblici o privati, pensionati, disoccupati e piccoli imprenditori. Regola per tutti,  non bisogna essere soggetti a procedure concorsuali (ndr: non si deve essere fallibili).

Chi sono queste persone?

  • persone fisiche, ovvero i consumatori: lavoratori, disoccupati o pensionati;
  • liberi professionisti;
  • associazioni professionali;
  • enti pubblici;
  • enti non commerciali (associazioni di volontariato, onlus, ecc…);
  • imprenditori agricoli;
  • piccoli imprenditori non fallibili;
  • eredi di un imprenditore defunto (debiti ereditari);
  • start up innovative.

La legge 3 del 2012 è nata per tutelare gli onesti debitori, ovvero tutti coloro che hanno accumulato debiti che non riescono in alcun modo a pagare.

I motivi non devono dipendere da attività illecite o sconsiderate.

La loro situazione di sovraindebitamento è così grave da non permettere di fare fronte alle spese essenziali per il sostentamento della propria famiglia.

Questo può portare a condizioni di estremo disagio e talvolta ad azioni estreme: per questo motivo la legge sul sovraindebitamento è detta anche “salva suicidi” o “anti suicidi”.

persona che si ritrova sovraindebitata

Questa legge, dall’anno in cui è entrata in vigore, ha aiutato molte persone interessate alla crisi da sovraindebitamento.

Esse sono riuscite a ricominciare a vivere la loro vita in modo sereno ed a liberarsi dallo stress di banche e finanziarie che continuavano a proporre carte revolving o secondi prestiti, andando di fatto a peggiorare la situazione debitoria dei loro clienti.

conteggio-dei-debiti

5.1) Legge 3 2012 requisiti specifici

Per quanto riguarda tutti questi soggetti, esistono dei requisiti specifici per poter sfruttare i benefici di questo strumento ed uscire dal sovraindebitamento:

  • l’ammontare dei debiti non deve superare i 500.000 €
  • i ricavi lordi non devono superare i 200.000 € negli ultimi tre anni precedenti alla richiesta della procedura di esdebitazione.
  • gli attivi dello stato patrimoniale non devono superare i 300.000 €, sempre nei tre anni precedenti alla domanda.

5.2) Legge 3 requisiti: i soggetti esclusi

Un requisito fondamentale per accedere ai benefici di questo strumento di tutela è quello di essere un debitore solvibile, ovvero di possedere un patrimonio o un reddito, anche di esigue dimensioni, ma indispensabile per far fronte alla propria posizione debitoria.

In caso non si disponga di alcun tipo di ricchezza monetaria, è possibile anche fare ricorso ad una persona terza disposta a adempiere le obbligazioni del debitore.

Non possono beneficiare di questo strumento di tutela neppure i soggetti fallibili, ovvero tutti coloro su cui si applicano le procedure previste dalla Legge Fallimentare.

Le persone che non possono accedere all’accordo di ristrutturazione del debiti sono:

  1. Chi è sottoposto a procedure concorsuali (come il fallimento, ad esempio).
  2. Soggetti che hanno già utilizzato la Legge 3/2012 negli ultimi 5 anni.
  3. Coloro che potevano beneficiare della Legge 3 del 2012, ma che, per fatti a loro imputabili, hanno subìto una revoca del provvedimento.
  4. Soggetti che, per qualsiasi motivo, non hanno fornito la documentazione necessaria a ricostruire la loro situazione patrimoniale ed economica.

La legge non deve essere letta come un favore ai debitori.
Riuscire a risolvere posizioni congelate che non avrebbero altro sbocco se non in lunghe azioni legali dall’esito molto incerto, è nell’interesse sia dei debitori che dei creditori.

5.3) Legge 3 del 2012: estensione delle procedure della legge sul sovraindebitamento

La procedura può essere estesa anche ai familiari della persona soggetta a sovraindebitamento (i coniugi, i membri della coppia di fatto, le parti dell’unione civile, parenti entro il 4° grado ed affini fino al 2° grado di parentela), e ai soci illimitatamente responsabili di Snc, Sas e Spa.

6) Che cosa si può ottenere grazie alla Legge 3/2012?

Tutti i soggetti descritti sopra, ad eccezione di quelli esclusi, grazie a questa legge a favore dei debitori, possono proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti.

Con l’aiuto di appositi organismi scelti dal tribunale (in particolare l’OCC, Organismo di Composizione delle Crisi), viene elaborato un piano che garantisca il pagamento ai creditori in base alle effettive capacità economiche del debitore.

Purtroppo una statistica dice che solo nel 40% dei casi l’accordo ha un esito positivo. Per questo è importante affidarsi a specialisti del settore.

Statistica pratiche sovraindebitamento
Statistica pratiche sovraindebitamento (il Sole 24 Ore)

Questo nonostante questa risulti la soluzione più vantaggiosa per entrambe le parti perchè:

  • il debitore può estinguere le proprie obbligazioni.
  • il creditore che in assenza di un accordo a saldo e stralcio rischia di perdere interamente il proprio credito.

7) Alternative alla Legge Tre

8) Consigli sovraindebitamento

9) Legge 3 2012 a chi rivolgersi?


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Sovraindebitamento: Legge 3/2012 o Saldo e Stralcio?

1) Sovraindebitamento: come fare per ridurre il debito fino all’ 80%

Stralcio del Debito e Legge 3 del 2012 sul Sovraindebitamento.

Stralcio del Debito
Sovraindebitamento e Stralcio del Debito

2) Ricorrere al Saldo e Stralcio o alla Legge 3/2012 “salva suicidi”?

Per tutti coloro che si trovano in una situazione di sovraindebitamento, esistono diversi modi per ridurre il proprio debito.

Esistono due procedure vantaggiose che permettono di migliorare la propria posizione debitoria, specialmente in seguito all’emergenza Covid. Esse sono:

  • Legge 3 del 2012 detta anche “salva suicidi”
  • Saldo e stralcio del debito

3) Legge 3 vs Saldo e Stralcio: le differenze

Entrambe sono soluzioni che possono portare benefici a chi si trova in una situazione di difficoltà economica, ma funzionano in modo differente l’una dall’altra. Inoltre presentano notevoli diversità anche dal punto di vista delle tempistiche richieste.

La prima è una normativa che permette di ottenere lo sconto del debito, sottostando a precise leggi. Coinvolge sempre il Tribunale.

La seconda soluzione è un accordo tra le parti che non ha vincoli di legge.

Vediamo nel dettaglio in che cosa consistono.

Confronto legge 3 e saldo e stralcio
Confronto legge 3 e saldo e stralcio

3.1) Quale scegliere?

Ovviamente, le tempistiche per accedere alla legge 3 sono molto più lunghe ed onerose rispetto a quelle per ottenere saldo e stralcio.

Inoltre, statisticamente solo 4 soggetti su 10 riescono ad ottenere la ristrutturazione del debito, poiché dipende in buona parte dalle condizioni di esistenza, sussistenza e dal peso del debito, così come dal giudizio del giudice che deve applicare la legge e stabilire se il debitore è in una condizione reale di sovraindebitamento o meno.

4) La Legge 3 detta “salvasuicidi” o “anti suicidi”: Riduzione del debito Soluzione 1

Alla legge 3 possono accedere tutti quei soggetti che non rientrano nelle disposizioni della legge fallimentare. Le procedure concorsuali che vengono messe in atto sono finalizzate all’esdebitazione del debitore.

Grazie alla legge 3 del 2012 privati, artigiani, agricoltori e tutti i soggetti non fallibili hanno la possibilità di rivolgersi al tribunale per trovare una soluzione ai propri debiti, sia nei confronti di Agenzia delle Entrate, sia nei confronti di banche ed istituti di credito.

Per presentare la domanda è necessario rivolgersi a professionisti del settore al fine di redigere la documentazione da inoltrare all’Organismo di Composizione della Crisi (se presente).

L’O.C.C., a sua volta, la invierà in tribunale. In questo modo verrà elaborato un piano che può garantire ai creditori il pagamento in base alle effettive capacità economiche del debitore.

Una volta accolta la proposta, viene attivata la seguente procedura:

  • accordo di ristrutturazione dei debiti
  • piano del consumatore
  • liquidazione del patrimonio

A prescindere da questo, alla fine sarà compito del giudice stabilire se tutti i requisiti sono stati rispettati.

Sarà sempre il Giudice a decretare l’esito positivo o negativo dell’accordo.

La legge sul sovraindebitamento è conveniente per chi ha contratto debiti con più creditori, perché questi ultimi devono adeguarsi a quanto deciso dalla maggioranza.

Inoltre, una volta presentata la procedura di sovraindebitamento, essi devono fermare eventuali procedure esecutive che erano in corso (es: pignoramenti, messa all’asta di immobili e proprietà).

Secondo le statistiche però, solo il 40% delle persone riesce ad ottenere lo stralcio, per questo è importante affidarsi a specialisti del settore.

Statistica pratiche sovraindebitamento
Statistica pratiche sovraindebitamento (il Sole 24 Ore)

5) Che cos’è il saldo e stralcio e come funziona? Riduzione del debito Soluzione 2

Il saldo e stralcio è la modalità meno tortuosa e più conveniente. Si tratta di un accordo che viene stipulato sotto forma di contratto tra il creditore o l’istituto di credito ed il debitore.

Sostanzialmente, quando un finanziamento, un mutuo o altre forme di debito non vengono saldate, passano in contenzioso, ovvero si arriva ad una situazione di non accordo tra le due parti coinvolte.

Richiedere un saldo e stralcio in questa situazione, significa proporre al creditore uno stralcio percentile rispetto all’interezza della somma da restituire.

Questa soluzione è conveniente per entrambe le parti perché, nonostante il creditore riceva una somma inferiore rispetto a quella effettiva o stabilita in origine, riceverà l’importo stralciato in tempi molto più brevi, senza trovarsi coinvolto in interminabili procedure di recupero.

Una volta trovata un’intesa grazie a degli intermediari, la cifra viene restituita con una dilazione della somma pattuita. Il resto del debito può essere pagato in un unico momento o dilazionato in rate.

5.1) Perchè il Saldo e Stralcio?

Il saldo e stralcio è una delle soluzioni più ambìte per i seguenti motivi:

  • non prevede la presenza di un giudice;
  • nessuna spesa legale importante;
  • non implica complicate procedure burocratiche e processi in tribunale.

Proprio per gli stessi motivi il Saldo e Stralcio è la soluzione preferita anche dalle banche.

Ricordiamo però che questa soluzione non permette di ottenere uno stralcio dei debiti contratti con Agenzia delle Entrate perché significherebbe creare disparità tra cittadini che pagano le tasse e quelli che vengono meno al loro dovere.

6) Sovraindebitamento: consigli utili

Si consiglia di controllare la quietanza liberatoria una volta che questa verrà redatta da chi di dovere.

È molto importante che in essa sia scritta in modo esplicito la rinuncia al debito residuale da parte del creditore.

In caso contrario, il debitore potrebbe continuare a venire segnalato per il debito rimanente.

7) Sovraindebitamento a chi rivolgersi?

8) Un caso reale di Stralcio del Debito

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