Cos’è la Legge 3/2012 sul Sovraindebitamento? Pro e Contro

1) Legge 3 2012 sovraindebitamento: Pro e Contro | Come fare?

Legge 3 2012 sovraindebitamento pro e contro
Legge 3 del 2012 Pro e Contro – Come funziona – Aggiornamento 2023

2) Legge 3 2012 sovraindebitamento (guida aggiornata 2024)

La legge 3 del 27 gennaio 2012 sul sovraindebitamento, detta anche legge salva suicidi o legge anti suicidi è stata approvata dal Parlamento per portare rimedio alla crisi di liquidità di una persona fisica e delle piccole imprese che hanno contratto dei debiti e alle quali non possono essere applicate le comuni procedure concorsuali (ndr: fallimento).

Prima di questa legge, cittadini, liberi professionisti e piccoli imprenditori non potevano essere aiutati dallo Stato in caso di sovraindebitamento.

Per questo molte persone facevano scelte sbagliate o estreme (come il suicidio), oppure costringevano le loro famiglie a vivere in condizioni di vita inaccettabili per poter ripagare i propri debiti.

Il debitore che non ha agito in malafede e non è responsabile del proprio sovraindebitamento può ricorrere a questo strumento; il fine è quello trovare un accordo di ristrutturazione dei debiti con i creditori per pagare solo ciò che si può pagare, con mezzi e tempi che consentano a lui ed alla sua famiglia di vivere una vita decorosa.

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legge 3 salva suicidi

La legge “salva suicidi” ha l’obiettivo di offrire una soluzione sostenibile a tutti i consumatori che versano in una condizione di sovraindebitamento.

2.1) Testo Normativa L3 2012 aggiornata (PDF)


3) Che cos’è il Sovraindebitamento?

La Legge lo definisce in questo modo:

il sovraindebitamento è una situazione in cui un soggetto non è in grado di pagare i propri debiti, neanche procedendo alla vendita dei propri beni.

Il sovraindebitamento si può verificare per vari motivi, eccone alcuni:

  • perdita del posto di lavoro;
  • motivi di salute;
  • lutti familiari;
  • eventi che hanno modificato, indipendentemente dalla volontà della persona, la situazione economica e finanziaria;
  • crediti non riscossi.
Definizione di Sovraindebitamento
Definizione di Sovraindebitamento

In sintesi, significa possedere un ammontare di debiti che supera il proprio patrimonio; questo comporta, nonostante gli sforzi, il non riuscire più a sostenere i propri impegni economici. Questi possono essere tasse, rate del mutuo, bollette, fornitori, debiti verso finanziarie e così via.

Per tutte queste persone, esiste una soluzione che permette di estinguere i propri passivi tramite procedure di stralcio e dilazione.

La soluzione è la legge 27 Gennaio 2012 n°3, concernente “disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento.”

Ci sono situazioni in cui non si possieda alcun immobile e pertanto non sia possibile la vendita con stralcio dello stesso.

In questi casi esiste comunque una procedura chiamata “piano del consumatore” che rimanda al Giudice la valutazione dello specifico caso.

4) Legge 3 del 2012: La soluzione al sovraindebitamento

La legge 3/2012 stabilisce una procedura di esdebitazione volta ad evitare il sovraindebitamento dei cittadini italiani.

È quindi una grande opportunità per privati, artigiani, commercianti, agricoltori e tutti quei soggetti non fallibili che non riescono a fare fronte ai propri debiti; siano essi nei confronti di Agenzia delle Entrate, sia nei confronti di finanziarie e banche per i mutui.

Grazie a questa legge, tutti questi soggetti hanno, infatti, la possibilità di rivolgersi al tribunale per uscire dalla propria situazione di difficoltà economica.

5) Legge 3 2012 requisiti: chi può accedere alla Legge Tre?

Tutti i consumatori, siano essi lavoratori dipendenti pubblici o privati, pensionati, disoccupati e piccoli imprenditori. Regola per tutti,  non bisogna essere soggetti a procedure concorsuali (ndr: non si deve essere fallibili).

Chi sono queste persone?

  • persone fisiche, ovvero i consumatori: lavoratori, disoccupati o pensionati;
  • liberi professionisti;
  • associazioni professionali;
  • enti pubblici;
  • enti non commerciali (associazioni di volontariato, onlus, ecc…);
  • imprenditori agricoli;
  • piccoli imprenditori non fallibili;
  • eredi di un imprenditore defunto (debiti ereditari);
  • start up innovative.

La legge 3 del 2012 è nata per tutelare gli onesti debitori, ovvero tutti coloro che hanno accumulato debiti che non riescono in alcun modo a pagare.

I motivi non devono dipendere da attività illecite o sconsiderate.

La loro situazione di sovraindebitamento è così grave da non permettere di fare fronte alle spese essenziali per il sostentamento della propria famiglia.

Questo può portare a condizioni di estremo disagio e talvolta ad azioni estreme: per questo motivo la legge sul sovraindebitamento è detta anche “salva suicidi” o “anti suicidi”.

persona che si ritrova sovraindebitata

Questa legge, dall’anno in cui è entrata in vigore, ha aiutato molte persone interessate alla crisi da sovraindebitamento.

Esse sono riuscite a ricominciare a vivere la loro vita in modo sereno ed a liberarsi dallo stress di banche e finanziarie che continuavano a proporre carte revolving o secondi prestiti, andando di fatto a peggiorare la situazione debitoria dei loro clienti.

conteggio-dei-debiti

5.1) Legge 3 2012 requisiti specifici

Per quanto riguarda tutti questi soggetti, esistono dei requisiti specifici per poter sfruttare i benefici di questo strumento ed uscire dal sovraindebitamento:

  • l’ammontare dei debiti non deve superare i 500.000 €
  • i ricavi lordi non devono superare i 200.000 € negli ultimi tre anni precedenti alla richiesta della procedura di esdebitazione.
  • gli attivi dello stato patrimoniale non devono superare i 300.000 €, sempre nei tre anni precedenti alla domanda.

5.2) Legge 3 requisiti: i soggetti esclusi

Un requisito fondamentale per accedere ai benefici di questo strumento di tutela è quello di essere un debitore solvibile, ovvero di possedere un patrimonio o un reddito, anche di esigue dimensioni, ma indispensabile per far fronte alla propria posizione debitoria.

In caso non si disponga di alcun tipo di ricchezza monetaria, è possibile anche fare ricorso ad una persona terza disposta a adempiere le obbligazioni del debitore.

Non possono beneficiare di questo strumento di tutela neppure i soggetti fallibili, ovvero tutti coloro su cui si applicano le procedure previste dalla Legge Fallimentare.

Le persone che non possono accedere all’accordo di ristrutturazione del debiti sono:

  1. Chi è sottoposto a procedure concorsuali (come il fallimento, ad esempio).
  2. Soggetti che hanno già utilizzato la Legge 3/2012 negli ultimi 5 anni.
  3. Coloro che potevano beneficiare della Legge 3 del 2012, ma che, per fatti a loro imputabili, hanno subìto una revoca del provvedimento.
  4. Soggetti che, per qualsiasi motivo, non hanno fornito la documentazione necessaria a ricostruire la loro situazione patrimoniale ed economica.

La legge non deve essere letta come un favore ai debitori.
Riuscire a risolvere posizioni congelate che non avrebbero altro sbocco se non in lunghe azioni legali dall’esito molto incerto, è nell’interesse sia dei debitori che dei creditori.

5.3) Legge 3 del 2012: estensione delle procedure della legge sul sovraindebitamento

La procedura può essere estesa anche ai familiari della persona soggetta a sovraindebitamento (i coniugi, i membri della coppia di fatto, le parti dell’unione civile, parenti entro il 4° grado ed affini fino al 2° grado di parentela), e ai soci illimitatamente responsabili di Snc, Sas e Spa.

6) Che cosa si può ottenere grazie alla Legge 3/2012?

Tutti i soggetti descritti sopra, ad eccezione di quelli esclusi, grazie a questa legge a favore dei debitori, possono proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti.

Con l’aiuto di appositi organismi scelti dal tribunale (in particolare l’OCC, Organismo di Composizione delle Crisi), viene elaborato un piano che garantisca il pagamento ai creditori in base alle effettive capacità economiche del debitore.

Purtroppo una statistica dice che solo nel 40% dei casi l’accordo ha un esito positivo. Per questo è importante affidarsi a specialisti del settore.

Statistica pratiche sovraindebitamento
Statistica pratiche sovraindebitamento (il Sole 24 Ore)

Questo nonostante questa risulti la soluzione più vantaggiosa per entrambe le parti perchè:

  • il debitore può estinguere le proprie obbligazioni.
  • il creditore che in assenza di un accordo a saldo e stralcio rischia di perdere interamente il proprio credito.

7) Alternative alla Legge Tre

8) Consigli sovraindebitamento

9) Legge 3 2012 a chi rivolgersi?


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Come fare se si hanno troppi debiti?

come fare se si hanno troppi debiti
Sovraindebitamento: come fare se si hanno troppi debiti
Come fare se si hanno troppi debiti

Come fare se si hanno troppi debiti?

Esistono 4 soluzioni per uscire dai debiti:

Saldo e Stralcio, Legge 3, Legge Sovraindebitamento e Consolidamento Debiti.


SALDO E STRALCIO

Trattativa con i creditori al fine di ottenere uno “stralcio” cospicuo ed una rata mensile sostenibile.

LEGGE 3/2012

Procedura Legale dove la decisione finale spetta al Giudice.

LEGGE SUL SOVRAINDEBITAMENTO

Si può applicare questa procedura solo a chi si trova in una grave crisi finanziaria, che non permette altro tipo di soluzione.

CONSOLIDAMENTO DEBITI

Unico finanziamento che estingue quelli in corso, con rata più bassa ed allungamento del finanziamento stesso.

Scopri di più

Sovraindebitamento: Legge 3/2012 o Saldo e Stralcio?

1) Sovraindebitamento: come fare per ridurre il debito fino all’ 80%

Stralcio del Debito e Legge 3 del 2012 sul Sovraindebitamento.

Stralcio del Debito
Sovraindebitamento e Stralcio del Debito

2) Ricorrere al Saldo e Stralcio o alla Legge 3/2012 “salva suicidi”?

Per tutti coloro che si trovano in una situazione di sovraindebitamento, esistono diversi modi per ridurre il proprio debito.

Esistono due procedure vantaggiose che permettono di migliorare la propria posizione debitoria, specialmente in seguito all’emergenza Covid. Esse sono:

  • Legge 3 del 2012 detta anche “salva suicidi”
  • Saldo e stralcio del debito

3) Legge 3 vs Saldo e Stralcio: le differenze

Entrambe sono soluzioni che possono portare benefici a chi si trova in una situazione di difficoltà economica, ma funzionano in modo differente l’una dall’altra. Inoltre presentano notevoli diversità anche dal punto di vista delle tempistiche richieste.

La prima è una normativa che permette di ottenere lo sconto del debito, sottostando a precise leggi. Coinvolge sempre il Tribunale.

La seconda soluzione è un accordo tra le parti che non ha vincoli di legge.

Vediamo nel dettaglio in che cosa consistono.

Confronto legge 3 e saldo e stralcio
Confronto legge 3 e saldo e stralcio

3.1) Quale scegliere?

Ovviamente, le tempistiche per accedere alla legge 3 sono molto più lunghe ed onerose rispetto a quelle per ottenere saldo e stralcio.

Inoltre, statisticamente solo 4 soggetti su 10 riescono ad ottenere la ristrutturazione del debito, poiché dipende in buona parte dalle condizioni di esistenza, sussistenza e dal peso del debito, così come dal giudizio del giudice che deve applicare la legge e stabilire se il debitore è in una condizione reale di sovraindebitamento o meno.

4) La Legge 3 detta “salvasuicidi” o “anti suicidi”: Riduzione del debito Soluzione 1

Alla legge 3 possono accedere tutti quei soggetti che non rientrano nelle disposizioni della legge fallimentare. Le procedure concorsuali che vengono messe in atto sono finalizzate all’esdebitazione del debitore.

Grazie alla legge 3 del 2012 privati, artigiani, agricoltori e tutti i soggetti non fallibili hanno la possibilità di rivolgersi al tribunale per trovare una soluzione ai propri debiti, sia nei confronti di Agenzia delle Entrate, sia nei confronti di banche ed istituti di credito.

Per presentare la domanda è necessario rivolgersi a professionisti del settore al fine di redigere la documentazione da inoltrare all’Organismo di Composizione della Crisi (se presente).

L’O.C.C., a sua volta, la invierà in tribunale. In questo modo verrà elaborato un piano che può garantire ai creditori il pagamento in base alle effettive capacità economiche del debitore.

Una volta accolta la proposta, viene attivata la seguente procedura:

  • accordo di ristrutturazione dei debiti
  • piano del consumatore
  • liquidazione del patrimonio

A prescindere da questo, alla fine sarà compito del giudice stabilire se tutti i requisiti sono stati rispettati.

Sarà sempre il Giudice a decretare l’esito positivo o negativo dell’accordo.

La legge sul sovraindebitamento è conveniente per chi ha contratto debiti con più creditori, perché questi ultimi devono adeguarsi a quanto deciso dalla maggioranza.

Inoltre, una volta presentata la procedura di sovraindebitamento, essi devono fermare eventuali procedure esecutive che erano in corso (es: pignoramenti, messa all’asta di immobili e proprietà).

Secondo le statistiche però, solo il 40% delle persone riesce ad ottenere lo stralcio, per questo è importante affidarsi a specialisti del settore.

Statistica pratiche sovraindebitamento
Statistica pratiche sovraindebitamento (il Sole 24 Ore)

5) Che cos’è il saldo e stralcio e come funziona? Riduzione del debito Soluzione 2

Il saldo e stralcio è la modalità meno tortuosa e più conveniente. Si tratta di un accordo che viene stipulato sotto forma di contratto tra il creditore o l’istituto di credito ed il debitore.

Sostanzialmente, quando un finanziamento, un mutuo o altre forme di debito non vengono saldate, passano in contenzioso, ovvero si arriva ad una situazione di non accordo tra le due parti coinvolte.

Richiedere un saldo e stralcio in questa situazione, significa proporre al creditore uno stralcio percentile rispetto all’interezza della somma da restituire.

Questa soluzione è conveniente per entrambe le parti perché, nonostante il creditore riceva una somma inferiore rispetto a quella effettiva o stabilita in origine, riceverà l’importo stralciato in tempi molto più brevi, senza trovarsi coinvolto in interminabili procedure di recupero.

Una volta trovata un’intesa grazie a degli intermediari, la cifra viene restituita con una dilazione della somma pattuita. Il resto del debito può essere pagato in un unico momento o dilazionato in rate.

5.1) Perchè il Saldo e Stralcio?

Il saldo e stralcio è una delle soluzioni più ambìte per i seguenti motivi:

  • non prevede la presenza di un giudice;
  • nessuna spesa legale importante;
  • non implica complicate procedure burocratiche e processi in tribunale.

Proprio per gli stessi motivi il Saldo e Stralcio è la soluzione preferita anche dalle banche.

Ricordiamo però che questa soluzione non permette di ottenere uno stralcio dei debiti contratti con Agenzia delle Entrate perché significherebbe creare disparità tra cittadini che pagano le tasse e quelli che vengono meno al loro dovere.

6) Sovraindebitamento: consigli utili

Si consiglia di controllare la quietanza liberatoria una volta che questa verrà redatta da chi di dovere.

È molto importante che in essa sia scritta in modo esplicito la rinuncia al debito residuale da parte del creditore.

In caso contrario, il debitore potrebbe continuare a venire segnalato per il debito rimanente.

7) Sovraindebitamento a chi rivolgersi?

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Sovraindebitamento a chi rivolgersi? Non solo Legge 3 2012

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Legge sul Sovraindebitamento, guida aggiornata 2024

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Legge sul sovraindebitamento aggiornata
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il Sovraindebitamento secondo la Legge

Sovraindebitamento” è il nome giuridico che la Legge assegna alla difficoltà nel pagare i propri debiti, ed è stato introdotto nel sistema giuridico italiano dalla Legge 3/2012, alla voce “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento

Riassumendo e semplificando, il sovraindebitamento è quella situazione in cui privati, aziende, artigiani, ecc… , non riescono più a pagare i propri debiti con banche, finanziarie, fornitori, ecc… a causa di uno scompenso tra le entrate e le uscite.

Con la normativa sul sovraindebitamento lo Stato concede l’occasione per avere un “nuovo inizio” a questi soggetti. In sintesi lo Stato dà la possibilità di poter pagare i debiti in base alle effettive possibilità economiche del debitore.

Nell’estate del 2022 il sovraindebitamento è stato riformato dal Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza, per cui non è più corretto far riferimento alla legge 3 del 2012 (anche se i concetti base siano rimasti molto simili).

Cosa è la Procedura di Sovraindebitamento

Lo scopo principale della legge sul sovraindebitamento è quella di permettere al debitore di pagare quanto gli è possibile in base alle proprie possibilità, permettendogli allo stesso tempo di vivere una vita dignitosa, ed allo stesso tempo vedersi cancellato il debito che non può pagare in alcun modo. In questo caso si parla di “esdebitazione”, ovvero di cancellazione del debito non onorato.

Questa procedura non va interpretata come una sanatoria. Viene “solo” offerta la possibilità a chi ha troppi debiti di pagare quanto gli è possibile, in base alla propria situazione di reddito, patrimonio e carico familiare.

Legge sul Sovraindebitamento: chi può accedere alle procedure e quali sono

Per prima cosa occorre sapere che queste procedure sono riservate ai soggetti non fallibili, che sono:

  • Consumatori, ovvero persone fisiche senza Partiva IVA (dipendenti, pensionati, disoccupati, ecc…).
  • Piccole imprese, ovvero con un fatturato inferiore a 200.000 euro annui, patrimonio inferiore a 300.000 euro e debiti inferiori a 500.000 euro. tali parametri devono essere riscontrati negli ultimi tre anni ed a patto che non siano fallibili.
  • Aziende agricole.
  • Professionisti iscritti ad albi e ruoli (senza limiti di fatturato o debiti).
  • Start up innovative
  • Enti no profit (onlus, associazioni, ecc…)

I principali presupposti per l’accesso alle procedure di sovraindebitamento sono che il debitore:

  • Sia in effettivo stato di sovraindebitamento.
  • Non sia fallibile.
  • Non abbia messo in atto tentativi di frode verso i creditori.

La Legge 3/2012 prevede queste procedure di sovraindebitamento ben distinte. Eccole elencate:

Liquidazione controllata del sovraindebitato, o liquidazione del patrimonio

  • Viene richiesta al Tribunale la possibilità di pagare i debiti con la liquidazione del patrimonio. Si attua nelle situazioni più difficili.
  • Vantaggio: se dalla vendita del patrimonio si ricava una cifra irrisoria, la differenza può essere pagata in comode rate per qualche anno.

Piano del Consumatore (procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore)

  • Può essere utilizzata solo dalle persone fisiche.
  • Viene proposto ai creditori un piano di pagamenti sostenibile rispetto ai redditi del debitore.
  • Si applica a persone con busta paga o reddito certo.
  • Il piano deve essere approvato dal Giudice.

Ristrutturazione del debito

La ristrutturazione del debito è un accordo di natura privatistica tra creditore e debitore che consente, mediante l’adozione di un piano di rientro concordato tra le parti, di risanare l’equilibrio finanziario. Approfondisci

Concordato minore (ex accordo di composizione della crisi) per le Aziende e Partite IVA:

  • È riservato alle imprese e professionisti.
  • Viene proposto ai creditori un piano sostenibile che diventerà effettivo se votato almeno dal 50% dagli stessi creditori.
  • È permessa la continuità dell’impresa e la possibile la salvaguardia dei beni.
  • Vedi anche Procedure Concorsuali per sovraindebitamento.

È possibile accedere alla Legge in ogni fase della Crisi del Debito?

Si può chiedere un accordo con i debitori quando:

  • iniziano i primi problemi di pagamento (è quasi sempre la soluzione più vantaggiosa)
  • nel caso in cui i creditori si stiano già rivalendo sul patrimonio personale (o aziendale) con pignoramenti, aste immobiliari o trattenute sullo stipendio.

Esdebitazione

Se la liquidazione del patrimonio copre solo una minima parte l’ammontare della massa debitoria, per la restante parte del piano di rientro il richiedente verrà esdebitato.

L’esdebitazione può anche essere richiesta dai falliti. Se la richiesta viene accettata, il Giudice toglie al richiedente tutte le pendenze a suo carico, dandogli la possibilità di un nuovo inizio. Approfondisci

Come funziona la Legge sul Sovraindebitamento? Come può essere un aiuto per risolvere i propri problemi di debiti?

La procedura di sovraindebitamento è una mini-procedura concorsuale, da presentare presso il Tribunale di residenza.

Questi sono i passaggi fondamentali:

  1. Fase di verifica per valutare se puoi accedere alla legge o se è l’unica soluzione vantaggiosa al tuo problema di sovraindebitamento.
  2. In caso affermativo è necessario:
    • Preparare tutta la documentazione in merito alla situazione economica e patrimoniale.
    • Redigere un elenco dei debiti, del patrimonio, le visure in tutte le banche dati, la situazione debitoria in Agenzia delle Entrate e storia bancaria degli ultimi 5 anni.
  3. Viene inviato un bollettino all’Organismo di Composizione della Crisi che dovrà verificare la documentazione inviata e richiedere eventuali parti mancanti.
  4. L’OCC incarica il Gestore della Crisi che farà istanza al Giudice.
  5. Attesa dell’approvazione del Giudice (detta “omologa”).  Il Giudice in questa fase potrebbe dare delle indicazioni ai creditori ed al debitore su come procedere, ad esempio, bloccando un pignoramento o un’asta, le modalità di pagamento, ecc… Se il Giudice accetta, si procede alla fase successiva.
  6. Ultima fase: l’attuazione del piano. La cancellazione di debiti potrà avvenire solo se il debitore si adegua alla procedura, che può comprendere il versamento di una parte dello stipendio o la liquidazione del patrimonio.
  7. Esdebitazione e riabilitazione. A piano completamente attuato, ovvero dopo 3 anni nel caso di procedura di liquidazione (il tempo non è ben definibile per le altre procedure) il tutto termina con la cancellazione dei debiti non pagati (esdebitazione).

Sovraindebitamento e codice della crisi: le novità del 2022

La normativa sul sovraindebitamento ha recepito alcune importanti novità, quasi tutte positive per il debitore. Ecco le principali:

Procedure familiari di sovraindebitamento

La nuova norma dettata dal codice della crisi , introduce la possibilità che membri indebitati della stessa famiglia, possano avviare un’unica procedura, riducendo i costi e tempi, evitando di aprire tutte procedure singole, come dettato dalla precedente Legge 3 2012.

Requisiti

  • coloro che fanno richiesta devono essere conviventi
  • il sovraindebitamento deve avere un’origine comune

Meritevolezza

Il debitore dovrà anche trovarsi nelle seguenti condizioni:

  • Non deve aver effettuato frodi ai creditori, ovvero non deve aver sottratto del patrimonio (esempio: vende uno o più immobili, trafuga i soldi della vendita all’estero e si dichiara sovraindebitato in Italia).
  • Il sovraindebitamento non deve essere stato creato con dolo o da comportamenti scellerati.

Cessione del quinto dello stipendio e sovraindebitamento

I prestiti sotto forma di cessioni del quinto sono equiparate agli altri debiti bancari, e quindi possono essere non pagati. Con l’avvio di una procedura di sovraindebitamento, la trattenuta sullo stipendio viene bloccata.

Riabilitazione del richiedente

Il Codice della Crisi, prevede che la liquidazione duri al massimo 3 anni, ma soprattutto che non serva una specifica domanda di esdebitazione: infatti dopo tre anni (in assenza di motivi ostativi), tale provvedimento viene richiesto all’interno della stessa procedura.

Scarica iI testo della legge sul sovraindebitamento in PDF

Legge 3 2012 aggiornata

Codice della Crisi aggiornato 2022

Il Concordato minore del sovraindebitato

Soluzioni Sovraindebitamento

Sovraindebitamento a chi rivolgersi?

Alternative alla Legge sul Sovraindebitamento ed alla Legge 3/2012


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Troppi debiti: perché affidarsi ad una Agenzia è meglio?

1) Uscire dai troppi debiti (Sovraindebitamento): perché affidarsi ad una Agenzia è meglio?

Sovraindebitamento - come uscire dai troppi debiti

Debiti e Sovraindebitamento

Hai iniziato ad accumulare troppi debiti e, in un primo momento, hai cercato di tamponare o risolvere la situazione come potevi. Molto probabilmente ora ti sei ritrovato ad essere più sovraindebitato di prima e non sai davvero come uscirne.

L’ansia di ricevere un richiamo da Banche o Finanziarie genera frustrazione, insonnia e disperazione al punto che non riesci più a vivere serenamente la tua vita. Sai che è giunto il momento di rivolgerti a qualcuno, ma non sai bene a chi.

Se ti trovi in questa situazione, sappi che non è questo il momento di fare scelte frettolose; rifletti, informati, e con cura cerca il professionista più adatto alle tue esigenze. Quello che sarà in grado di aiutarti ad uscire da questa situazione.

2) Hai troppi debiti? Chiedi aiuto a dei professionisti del sovraindebitamemento

2.1) Non tutti i professionisti fanno al tuo caso

Molti si affidano al proprio avvocato o commercialista ma, il più delle volte, questa non è la soluzione più giusta. Perché?

  • Perchè, dopo che avrai spiegato la tua situazione al professionista (e pagato le esose parcelle), tornerai a casa più sollevato e tranquillo, con l’illusione che a breve inizierà a lavorare al tuo caso.
  • Perchè, se il professionista non è uno specialista del settore, ti troverai con i tuoi debiti lievitati e con l’aggiunta della sua parcella. Questo perché, se non si ha la conoscenza della Legge 3 e non si è esperti della medesima, non avrai la soluzione alla tua problematica.

Proviamo ad essere più chiari con un esempio:

se ti trovassi con un problema serio di salute (facciamo corna), non andresti mai dal medico generico, giusto? Sicuramente ti rivolgeresti ad uno specialista! Allo stesso modo, se hai un problema di debiti, ti dovrai rivolgere a professionisti esperti di sovraindebitamento, onesti e seri (ne esistono pochi).

Alcuni si definiscono “professionisti del debito”, ma la gran parte di loro vanta solo di aver seguito qualche situazione debitoria. Un’esperienza un po’ misera.

Sono persone che hanno una buona dialettica e vi convinceranno che hanno portato a termine molte procedure; mai nessuno, però, ti dirà che c’è un alto rischio che la procedura non vada a buon fine. Il motivo è che questi “personaggi” non sono al corrente delle varie sfumature che può avere questa Legge.

Questo è il motivo per cui la gran parte delle richieste non va a buon fine. La causa è proprio il loro lavoro incompleto e superficiale che, ovviamente, graverà ancora di più sulla tua posizione.

2.2) Affidati a dei professionisti per non peggiorare la tua situazione

Se hai accumulato troppi debiti, è fondamentale rivolgersi a degli esperti del settore. Sono davvero pochissimi i professionisti esperti di debiti. Ancora meno quelli che conoscono la legge 3 che riescono ad alzare di molto la percentuale delle sentenze vinte.

Questo perché la maggior parte dei professionisti accetta casi solo per motivi venali. Sono persone poco serie e senza scrupoli nei confronti dei propri clienti afflitti da problemi di sovraindebitamento.

Molte volte, facendo leva sulle difficoltà ed approfittando del loro disagio e, di conseguenza, della loro elevata fragilità, riescono a presentare parcelle scandalose.

Assicurati di aver trovato professionisti competenti e seri. Ricorda che i soldi della parcella del sedicente “esperto di debiti”, in tutti i casi si uniranno alla tua esposizione debitoria, anche se non dovesse concludere nulla.

Piuttosto che rivolgerti ad un professionista qualunque, puoi contattare un’agenzia specializzata che si occupa esclusivamente di DEBITI.

Noi di Agenzia Risoluzione Debiti abbiamo un team di professionisti (commercialisti, avvocati, ecc…) specializzati in questo tipo di pratiche, finalizzate alla risoluzione dei debiti tramite saldo e stralcio o legge 3/2012.

Agenzia Risoluzione Debiti, azienda primaria del settore, riconosciuta dalle svariate recensioni dei suoi clienti, ti garantisce soluzioni certe, veloci e snelle, senza costi iniziali, con una percentuale minima sullo stralcio ottenuto e con pagamento dilazionato in comode rate, il tutto a soluzione della tua problematica.

3) Come distinguere i veri professionisti da quelli truffaldini

Hai già abbastanza problemi e non vuoi proprio rischiare di perdere tempo e denaro a causa dell’incapacità o della negligenza di professionisti poco affidabili?

Ecco alcuni consigli per distinguere veri professionisti del debito:

    • Diffida da chi ti chiede un pagamento anticipato, una volta che avrai pagato la parcella del professionista, non potrai mai avere la certezza di risolvere il tuo debito originario ed avrai solo speso altro denaro.
    • Non fidarti di chi ti promette un risparmio enorme del tuo debito perché non è assolutamente possibile prevedere anticipatamente la percentuale di stralcio del debito, tanto meno il risultato della sentenza.
    • Diffida da chi cerca di convincerti che ha portato a termine centinaia o migliaia di casi utilizzando la legge anti-suicidi.

Contatta gli esperti qualificati di Agenzia Risoluzione Debiti per farti aiutare con le procedure di esdebitazione ed affida ai nostri consulenti l’incarico di ristrutturare i debiti che rendono problematica la tua vita. Ti daremo la tranquillità iniziale, fiducia e credibilità, non ti chiederemo nessun acconto, ma solamente la percentuale dilazionata a stralcio ottenuto ed in comodissime rate.


Sovraindebitamento: le migliori Agenzie Debiti per risolvere i tuoi problemi

(Recensioni Google Business al 1 Settembre 2023)

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Agenzia Risoluzione Debiti recensioni

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Esdebitami Retake

Abbiamo notato l’ennesimo goffo tentativo di spacciarsi per noi. Li abbiamo già “invitati” più una volta di non usare il nostro nome, perciò adesso hanno deciso camuffare la cosa… ma il concetto non cambia… A voi le conclusioni…

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un consiglio: “Sii la versione originale di te stesso, non la brutta copia di qualcun altro.”

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Risolvi il tuo debito recensioni

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Sovraindebitamento come fare? Informazioni & Consigli

Sovraindebitamento: come fare?

Sovraindebitamento informazioni e consigli
Sovraindebitamento: informazioni e consigli

Tutte le soluzioni per chi ha delle rate eccessive a regime di pagamento.

Oggi molte famiglie e attività si trovano in una situazione di esposizione elevata verso istituti di credito, erario, fornitori ed altro.

Esistono varie soluzioni per risolvere il problema, che in sintesi vi sottoponiamo:

1) Consolidamento Debiti

è una soluzione offerta dalle Banche, che permette di sostituire tutti i debiti esistenti con uno solo; in sintesi la banca con cui si è sottoscritto il contratto di consolidamento debiti, salda tutti i debiti esistenti e si assume l’intero carico degli stessi.

2) Legge sul Sovraindebitamento

Il sovraindebitamento è una procedura con la quale i soggetti insolventi di grandi somme, possono sdebitarsi chiedendo di utilizzare un piano di rientro.
Si può applicare il processo di sovraindebitamento solo a chi si trova in una grave crisi finanziaria che non permette altro tipo di soluzione.

3) Legge 3/2012

Consente alle persone fisiche, ai professionisti e agli imprenditori non fallibili che si trovano in stato di sovraindebitamento la possibilità di ridurre i debiti.

4) Procedura di Saldo e Stralcio

Consiste in una trattativa con gli Istituti di Credito che, in base alla situazione economica del debitore, concedono lo stralcio del finanziamento e pagamenti anche dilazionati. La percentuale di risparmio è molto alta. In molti casi è la procedura più conveniente e snella per poter risolvere i problemi di sovraesposizione.


I nostri consulenti sono a tua disposizione per darti spiegazioni più dettagliate.

Crisi da sovraindebitamento: la situazione attuale

Come uscire dal sovraindebitamento
Come uscire dal sovraindebitamento

Crisi da sovraindebitamento: la situazione

Premessa

Negli ultimi anni le famiglie italiane hanno subìto un progressivo  impoverimento che non sembra voler terminare. Gran parte delle problematiche derivano dalla situazione economica internazionale che ha visto un fortissimo aumento delle materie prime con conseguente inflazione; la politica monetaria della banca centrale europea, volta esclusivamente al rialzo dei tassi di interessi si ripercuote in maniera drammatica sui mutui a tasso variabile già in essere, mettendo in crisi le famiglie e le piccole aziende.

Non dimentichiamo il COVID che ha stravolto il modo di vivere di tutti noi ed il pericolo incessante di un aggravarsi delle guerre in corso (Ucraina e Medio Oriente in primis).

Sovraindebitamento: la nascita di numerosissime Agenzie Debiti

Quanto precede non dipende dalle nostre scelte, quello che segue si. Dal marzo 2020 (comparsa del Covid) sono nate molte agenzie debiti che:

  • cavalcando la difficoltà economica delle famiglie,
  • sfruttando l’onda emotiva del disagio delle persone,
  • approfittando della debolezza di quest’ultimi,
  • facendo promesse e creando ansia,
  • chiedendo dei soldi ancor prima di poter garantire un risultato certo,
  • sfruttando l’onda di questo periodo,
  • aggravando la situazione del consumatore,

convincono il malcapitato a firmare un contratto con loro ed a farsi anticipare soldi per la prestazione.

Inizialmente questa “strategia” può funzionare (tralasciando il fattore etico), ma col tempo il passaparola e soprattutto le recensioni negative rilasciate dalle persone insoddisfatte del servizio, costringono queste società a cambiare nome, al fine di poter continuare a perseverare nel loro comportamento ambiguo.

Esistono anche altre aziende più vecchie di queste, che cominciano ad avere grossi problemi con multe già notificate.

Le sirene della Legge 3/2012

Esistono aziende che, sfruttando la legge 3/2012, continuano ad omettere l’esistenza di molteplici soluzioni più snelle che non prevedono ulteriori costi per la loro messa in atto. Vi convincono che riescono ad ottenere risultati certi al 100%, ma le statistiche in undici anni dicono che il 60% delle richieste vengono bocciate dal giudice.

Statistica pratiche sovraindebitamento
Statistica pratiche sovraindebitamento (il Sole 24 Ore)

Vi dicono che vi rimborsano se non ottengono il risultato, ma omettono che ci sono comunque spese vive che bisogna pagare; inoltre, provate a chiedere loro se le parcelle ve le rimborsano… Se così fosse, perché non vi chiedono i costi a fine procedura, ossia a risultato ottenuto?

Si professano i “veri professionisti del settore”, questo poiché applicano solo la procedura della Legge 3/2012 per risolvere insolvenze. Noi crediamo di essere professionisti a 360°, poiché siamo anche esperti in altre procedure più veloci e snelle, senza rischi di spese fino alla soluzione del problema.

Questo perché siamo un’azienda primaria del settore e la Legge 3/2012 l’applichiamo nel 2-3% dei casi.

Il debito per molti è come una malattia, quindi se esiste una cura non esiste che mandiamo il malato ad affrontare un’operazione con i rischi che ne derivano, problema grave –> soluzione semplice. La garanzia che diamo è che i costi sono alla fine e SOLO se viene risolto il problema (questa statistica sì che è al 100%), senza bisogno di farci dare un bollino da qualche associazione alla quale siamo iscritti.

Il nostro bollino è la soddisfazione dei nostri assistiti.

Quindi, bisogna evitare di affidarsi ad un’agenzia debiti?

A questo punto vi porrete la domanda: “Bisogna evitare di affidarsi ad un’agenzia debiti?”. Assolutamente no, ma le cose che dovreste valutare preventivamente sono:

  • che non pretenda alcun tipo di somma iniziale o in corso d’opera,
  • che proponga costi a fine procedura con cifra finale messa nero su bianco PRIMA dell’inizio delle procedure,
  • le recensioni presenti sul web,
  • ed infine i risultati ottenuti.

Sovraindebitamento: approfondimenti sulle agenzie debiti

Sovraindebitamento: perché affidarsi ad una Agenzia è meglio?

Quali sono le migliori agenzie?

 

Procedura Concorsuale: Che cosa è, consigli & informazioni

1) Procedure concorsuali: tutto quello che c’è da sapere

cosa sono le procedure concorsuali
Sovraindebitamento: cosa sono le procedure concorsuali

2) Cos’è una procedura concorsuale?

Per procedura concorsuale si intende un procedimento giudiziario riconosciuto dal diritto fallimentare italiano.
Esistono diverse tipologie di procedura concorsuale che cambiano a seconda dei soggetti e delle situazioni coinvolti.

In tutti i casi si ricorre a questi strumenti quando si presentano situazioni di crisi economica o di insolvenza da parte di un’impresa commerciale.

Rientrano tra le procedure concorsuali le seguenti soluzioni di risanamento finanziario:

Le procedure concorsuali previste dallo stato italiano tengono in considerazione l’intero patrimonio del debitore (universalità attiva) e coinvolgono tutti i creditori dell’imprenditore (universalità passiva), che devono essere ripagati e trattati senza disparità, ma in modo equo e giusto.

3) Procedure concorsuali di sovraindebitamento

Quando parliamo di sovraindebitamento ci riferiamo a uno stato di crisi o insolvenza del consumatore, del professionista, dell’imprenditore minore o agricolo, della start-up innovativa o di qualunque altro debitore non assoggettabile a liquidazione giudiziale o coatta amministrativa, nonché alle procedure liquidatorie previste dal codice civile o da altre leggi dedicate.

3.1) La definizione

La definizione proviene dal CCI, il Codice per la Crisi d’Impresa, ovvero la legge n. 14 del 2019, la quale descrive il sovraindebitamento all’articolo 2, lettera C.

Tale norma non è la prima regolamentazione della situazione nell’ordinamento italiano: è con la legge 3 del 2012, infatti, che si stabiliscono le misure delle procedure concorsuali di sovraindebitamento.

3.2) Gli ambiti

Le procedure concorsuali nelle crisi da sovraindebitamento sono ascrivibili a due ambiti. Il primo è riservato alle imprese e normato dalla Legge Fallimentare.

Esso si applica, naturalmente, a tutte quelle figure che possono effettivamente fallire e pochi altri soggetti. Tra questi ultimi troviamo le grandi imprese, spesso strategiche, per le quali si prevede l’amministrazione straordinaria, oppure quelle aziende sottoposte a controllo pubblico, come le banche, che possono sottostare a liquidazione coatta amministrativa. In questo caso parliamo di procedure concorsuali tradizionali.

3.3) Gli obiettivi

Per tutti quei soggetti che non possono fallire, in quanto non possiedono i requisiti richiesti dalla normativa fallimentare, esistono le procedure concorsuali di sovraindebitamento.

L’obiettivo del dlgs 3/2012 e della normativa CCI è quello di abbattere la parete tra debitore e creditore ed evitare condizioni di stallo nel caso in cui il primo non avesse modo di rimborsare appieno il secondo.

4) Le 3 procedure concorsuali (+1)

Le procedure concorsuali da sovraindebitamento sono in totale tre:

  • Accordo di composizione e ristrutturazione della crisi: si tratta di una proposta di saldo totale o parziale sottoposta a chi debba restituire.
  • In base alla situazione del debitore, si valutano le modalità per farlo rientrare, quantomeno parzialmente, del suo passivo. L’accordo si raggiunge se almeno il 60% dei creditori dà parere favorevole.
  • Piano del consumatore: riservato alla persona fisica le cui obbligazioni siano totalmente estranee alla sua attività imprenditoriale o professionale. È in tutto e per tutto simile all’accordo, ma con l’importante differenza che non occorre alcun avallo da parte dei creditori.
  • Liquidazione del patrimonio: è possibile in caso di debitori abbienti. Individuati beni di valore pari a quanto va restituito, l’intero ricavato della vendita sarà destinato a rimborsare il creditore o i creditori.

4.1) Procedura concorsuale e procedura individuale

La distinzione tra concorsualità e individualità è legata al numero di creditori presenti. Se il soggetto della procedura deve rimborsare soltanto una figura, la pratica sarà individuale; se esiste invece un concorso di destinatari, parliamo di iter concorsuale.

4.1.1) La procedura concorsuale

Il termine appartiene al vocabolario utilizzato dai legali. Si tratta di un procedimento giudiziario rientrante nella sfera del diritto fallimentare. Ne esistono varie tipologie, a seconda della gravità della situazione, e tutte mirano a una corretta gestione delle procedure concorsuali nella crisi d’impresa.

Lo Stato italiano tiene in considerazione l’universalità attiva e quella passiva in ogni procedura concorsuale per le aziende. Con il primo termine intendiamo il coinvolgimento dell’intero patrimonio del debitore; con il secondo la partecipazione di tutti i suoi creditori, i quali saranno correttamente rimborsati, in maniera equa, secondo le possibilità dell’imprenditore.

È la Legge Fallimentare, al Titolo III, che determina le modalità degli accordi di ristrutturazione e racchiude le norme da seguire in caso di fallimento, concordato preventivo, amministrazione straordinaria, insolvenza o liquidazione coatta amministrativa. Quando ci riferiamo espressamente a pratiche riguardanti aziende in una di queste condizioni, le definiamo procedure concorsuali tradizionali.

4.1.2) La procedura individuale

Il principio secondo il quale andranno rimborsati i creditori è quello della par condicio creditorum: una restituzione equa, per ognuna delle parti a cui si debba del capitale, anche in seguito a ristrutturazione del debito. Questa condizione è valida sia nelle procedure tradizionali, riservate al mondo dell’impresa, sia in quelle di sovraindebitamento.

Quando il creditore è soltanto uno, senza nessun altro soggetto in concorso di credito, parliamo di procedura individuale.

4.2) Procedure concorsuali tradizionali per aziende

Agenzia Risoluzione Debiti, tra i suoi servizi, offre anche quello di assistenza prima e durante le procedure concorsuali di sovraindebitamento tradizionali.

Si tratta di un supporto che può davvero fare la differenza per un imprenditore in difficoltà, che magari non sa bene come muoversi se la sua ditta scivola verso il fallimento.

Capita, nella vita professionale, che le cose non vadano come ci si attendeva. Così come un privato, anche un imprenditore può trovarsi impossibilitato a far fronte ai debiti della propria azienda.

Quando si raggiunge il punto di rottura e le obbligazioni assunte non possono più essere coperte, ci si trova in condizione di sovraindebitamento.

Il concetto è stato formalmente introdotto nell’ordinamento italiano in seguito all’entrata in vigore della legge 3/2012, la cosiddetta norma salva suicidi.

In precedenza, era difficile rientrare del proprio passivo in maniera sostenibile, magari sfruttando strategie di ristrutturazione del debito e, non di rado, l’insolvente cadeva preda della disperazione.

Il decreto promulgato il 27 gennaio 2012, con i suoi successivi ampliamenti, mira a generare le condizioni per sbloccare l’impasse che si crea quando il debitore non è in grado di rispondere, in maniera soddisfacente, alla domanda del creditore. Nel concreto, ciò avviene mediante presentazione di un’istanza di procedura, concorsuale o individuale.

4.3) La procedura per nullatenenti (la quarta procedura)

C’è anche una quarta possibile procedura, riservata al nullatenente che non può rimborsare alcunché. Si tratta dell’esdebitazione del debitore incapiente e consiste in un attento monitoraggio della situazione economica di chi deve restituire, lungo un arco di 4 anni.

Se in questo periodo vi saranno entrate esse andranno a coprire, almeno in parte, l’ammanco (sempre nelle possibilità del debitore, senza intaccare quanto gli occorra per il sostentamento familiare); se però così non fosse, dopo 48 mesi l’incapiente sarà considerato esdebitato, con buona pace dei creditori.

Il rapporto tra le procedure concorsuali dopo una crisi da sovraindebitamento ci dice che la soluzione più diffusa è quella della liquidazione patrimoniale (48% circa dei casi). Non ogni consumatore, però, si trova nella stessa situazione e non è detto che quanto funzioni per uno vada bene anche per un altro: per ognuno esiste una ristrutturazione del debito più adatta.

Qualora ti occorra assistenza nella valutazione della procedura più indicata per le tue esigenze, Agenzia Risoluzione Debiti saprà fornirtela, affiancandoti nell’intero processo e mettendoti in comunicazione con legali esperti.

5) Quando si apre una procedura concorsuale?

Nel momento in cui un’impresa si trovi nell’incapacità di saldare i suoi debiti è possibile avviare procedura giudiziaria. Ogni imprenditore commerciale può essere soggetto a procedura di fallimento, la più nota e comune tra le procedure concorsuali per aziende o imprese agricole. L’apertura dell’iter può far seguito a iniziativa privata del debitore stesso o dei suoi creditori, così come a iniziativa pubblica di un pubblico ministero.

Il legislatore distingue tra impresa commerciale e azienda agricola in quanto la Legge Fallimentare è stata abrogata per aggiornare un regio decreto risalente al 1942 e ne ha mantenuto la terminologia, nonostante oggi la differenza tra le due realtà sia ben più sottile.

6) Avviare una procedura concorsuale per sovraindebitamento

Per avviare una procedura concorsuale tradizionale occorre presentare ricorso al tribunale competente, quello che ha giurisdizione ove ha sede l’azienda, e attendere l’istruttoria pre-fallimentare.

Dapprima saranno convocate le parti, poi si darà loro modo di presentare memorie e documenti, obbligando l’imprenditore a depositare gli ultimi tre bilanci assieme alla situazione economico-finanziaria aggiornata e, infine, si comunicherà l’eventuale esistenza di misure cautelari o conservative sul patrimonio.

In caso di grandi imprese, è possibile evitare il fallimento tramite amministrazione straordinaria. In presenza di realtà sottoposte a controllo pubblico, come per esempio le banche, si può ricorrere a liquidazione coatta amministrativa. Ambedue questi provvedimenti sono procedure concorsuali per aziende ma, diversamente dal fallimento, sono di natura amministrativa e non giudiziaria.

Nello specifico:

Secondo quanto stabilisce la legge 3 del 2012, con le sue successive integrazioni, una procedura concorsuale da sovraindebitamento si apre in seguito alla presentazione di apposita istanza per la gestione della crisi.

L’interlocutore è l’organismo di gestione delle crisi da sovraindebitamento e della liquidazione del patrimonio, anche noto come OCC: un’istituzione indipendente e imparziale che valuta ogni richiesta al fine di verificare la sussistenza dei requisiti.

All’accettazione dell’istanza, l’OCC nominerà il gestore della crisi che, dopo aver esaminato la documentazione, affiancherà il debitore per l’intero decorso della procedura. Il gestore deve essere iscritto a un apposito registro e può operare soltanto entro il suo territorio di competenza.

I principali soggetti delle procedure sono i consumatori privati (65,7% dei casi contro il 34% circa di imprese ed ex-imprese) e il decorso, generalmente, dura almeno 300 giorni dall’apertura alla chiusura della pratica.

7) Quando si chiude una procedura concorsuale?

I possibili esiti dell’iter di fallimento sono quattro. Al raggiungimento di uno di essi, la procedura potrà dirsi conclusa. Gli sbocchi possibili sono i seguenti:

  • Dichiarazione di fallimento: qualora il tribunale ritenga fondate le argomentazioni alla base del ricorso, avallerà la procedura e l’imprenditore sarà dichiarato fallito.
  • Rigetto del ricorso tramite decreto: situazione opposta alla precedente. In questo caso, il tribunale giudicherà inesistenti o insufficienti i presupposti dell’istanza fallimentare.
  • Archiviazione del procedimento: uno sbocco meno consueto che può verificarsi qualora, per esempio, il creditore ritiri il ricorso. Se il debitore restituisce il passivo, o una sua porzione, prima del pronunciamento giudiziario, è possibile intraprendere questa strada.
  • Dichiarazione di incompetenza: il tribunale dichiara di non essere in grado di giungere a una conclusione e sposta tutto presso una nuova sede, inviandole l’intero plico contenente gli atti.

8) Quanto dura una procedura concorsuale?

Tra le procedure concorsuali per aziende la più articolata è quella del fallimento. Essa si compone di tre fasi:

      • La dichiarazione è il primo step e dà il via alla pratica in seguito a verifica, da parte del tribunale, dei requisiti richiesti dalla Legge Fallimentare.
      • Il secondo passo è quello della procedura vera e propria, suddivisa in tre momenti: innanzitutto si accerta il passivo; in seguito si liquida l’attivo, trasformando i beni in capitale con il quale rimborsare i creditori e, infine, si ripartiscono le sostanze così accumulate prima di procedere al rimborso effettivo.
      • A procedura terminata si compie l’ultimo step, denominato cessazione. Essa diventa esecutiva in seguito a decreto del tribunale o concordato fallimentare.

La durata del decorso può variare a seconda della complessità della situazione e del numero di creditori coinvolti. Una durata considerata ragionevole, in caso di fallimento con unico creditore, arriva fino ai 36 mesi. In situazioni più articolate, la legge italiana concedeva il doppio del tempo, fino a 6 anni. Nel 2020, però, la Cassazione si è espressa abbassando questo intervallo a 5 anni, come stabilito dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, ente che ha legiferato in prima persona su crisi d’impresa e procedure concorsuali, sollecitando tutti gli Stati membri a omologarsi alla decisione.

9) Ti possiamo aiutare

Nel caso in cui ti occorressero informazioni relative alla gestione delle procedure concorsuali nella crisi d’impresa, Agenzia Risoluzione Debiti può assisterti e affiancarti, valutando assieme a te l’opportunità di ricorrere alla Legge Fallimentare. Ti forniamo assistenza anche nelle procedure concorsuali da sovraindebitamento relative al tuo risparmio privato.

10) Sovraindebitamento a chi rivolgersi?


I nostri consulenti sono a tua disposizione per darti spiegazioni più dettagliate.

 

Che cos’è l’Esdebitazione? Guida pratica & informazioni

Esdebitazione: Guida pratica e informazioni

esdebitazione
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L’esdebitazione è un beneficio concesso al fallito persona fisica in presenza di particolari condizioni soggettive ed oggettive; consiste nella liberazione dai debiti residui, che non siano stati soddisfatti attraverso la procedura fallimentare.

Ciò al fine di limitare l’esdebitazione ai soli imprenditori:

  1. Che ne siano meritevoli per aver svolto in modo corretto la propria attività.
  2. Che abbiano mostrato una buona condotta oltre ad un atteggiamento collaborativo durante la procedura concorsuale.
  3. Il cui fallimento abbia consentito il soddisfacimento almeno parziale dei creditori concorsuali.

Esdebitazione: i requisiti

Quanto ai requisiti di meritevolezza è ammesso al beneficio dell’esdebitazione solo l’imprenditore che:

  1. Ha cooperato nella procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utile e adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni.
  2. Nei 10 anni precedenti non ha beneficiato di altra esdebitazione.
  3. Non ha distratto l’attivo, o esposto debiti inesistenti.
  4. Non ha causato o aggravato la crisi, rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari.
  5. Non ha fatto ricorso abusivo al credito.
  6. Non è stato condannato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio.
  7. Non è stato condannato per altri delitti compiuti in connessione con l’esercizio dell’attività d’impresa.
  8. E’ escluso il debitore che abbia tenuto comportamenti ostruzionistici durante il fallimento, come non aver consegnato al curatore la corrispondenza, o aver ritardato lo svolgimento della procedura.

In relazione ai punti 3, 4, e 5 si tratta di condotte sanzionate anche penalmente, ma in questi casi l’esdebitazione è esclusa a prescindere dalla condanna penale.

Esdebitazione: ruolo del Tribunale

In presenza di queste condizioni soggettive ed oggettive (il presupposto oggettivo è lo stato di sovraindebitamento del debitore), il tribunale, con lo stesso decreto di chiusura del fallimento, dichiara inesigibili nei confronti del debitore i debiti concorsuali non soddisfatti integralmente.

Come opera l’esdebitazione

L’esdebitazione opera per tutti i debiti anteriori all’apertura del fallimento, anche quelli per i quali non è stata presentata domanda di insinuazione al passivo.

Rispetto ai creditori che non hanno partecipato al fallimento, però, l’effetto liberatorio si produce solo per l’eccedenza rispetto alla percentuale attribuita dal fallimento ai creditori concorrenti di pari grado.

L’esdebitazione non opera invece per particolari categorie di debiti: gli obblighi di mantenimento e alimentari e comunque le obbligazioni derivanti da rapporti estranei all’esercizio dell’impresa; la responsabilità extracontrattuale e le sanzioni pecuniarie penali e amministrative.

L’esdebitazione avviene per effetto del fallimento, che ne è la causa.
Il fallimento, infatti, non comporta la liberazione del fallito dalle obbligazioni non soddisfatte (in tutto o in parte) nell’ambito della procedura fallimentare.

La liberazione del fallito dai debiti residui può aversi solo quando il fallimento si chiude per concordato, ovvero quando il debitore ottiene l’esdebitazione dal tribunale fallimentare.

Inclusi ed esclusi dalla procedura

Come riportato all’inizio, per ottenere il beneficio bisogna rivestire la qualità di fallito persona fisica. E’ escluso dal fallimento il piccolo imprenditore e l’imprenditore non commerciale.
L’art. 1 della legge fallimentare ha la funzione di stabilire se un piccolo imprenditore, individuale o collettivo (perché può anche essere una società), è tale o no solo ai fini di individuare la sua fallibilità o meno.

L’imprenditore commerciale (non piccolo) è soggetto a fallimento. Questo significa che la qualità di fallito non si riferisce solo all’imprenditore individuale, ma anche al socio illimitatamente responsabile di società appartenente ad uno dei tipi regolati nei capi III, IV e VI del titolo quinto del codice civile, il quale è dichiarato fallito per via di “estensione” del fallimento della società (SNC, SAS, SPA).

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