Debiti con l’Agenzia delle Entrate? Ti aiutiamo a uscirne

Hai ricevuto una cartella esattoriale? Ti è stato recapitato un avviso di mancato pagamento o sei a conoscenza di debiti da saldare con l’Agenzia delle Entrate? Agenzia Risoluzione Debiti è in grado di porsi come intermediario tra te e l’ente di riscossione e affiancarti se desideri agevolare l’adempimento dei tuoi obblighi fiscali.

L’agenzia delle Entrate e Riscossione

L’Agenzia delle Entrate e Riscossione è un ente pubblico autorizzato a svolgere svariati servizi di riscossione in Italia. Pur godendo di una certa autonomia, risponde direttamente all’Agenzia delle Entrate (ADE), la quale ne monitora ogni attività. In seguito alla soppressione del Gruppo Equitalia, a partire dal 2017, è subentrata in tutti i rapporti giuridici, attivi, passivi e processuali che la riguardavano, a titolo universale.

Come sapere se hai debiti con l’Agenzia delle Entrate e Riscossione?

I debiti con l’Agenzia delle Entrate e Riscossione possono essere dovuti a svariate imposte. Lo strumento con il quale l’ente richiede al cittadino il saldo è chiamato cartella esattoriale. Al suo interno sono contenute notifiche debitorie di diversa natura.

Le casistiche principali per le quali un contribuente può essere sollecitato sono mancati o incompleti pagamenti di:

  • Multe stradali;
  • Bollo o superbollo automobilistico;
  • Imposte sulla casa, come ad esempio l’IMU;
  • Tasse sul reddito;
  • Ipoteche e imposte catastali non versate;
  • Tasse comunali o regionali, in alcune aree specifiche.

All’importo dovuto sarà aggiunta una sanzione, oltre agli interessi maturati. Generalmente, l’invio di una cartella esattoriale segue un avviso bonario, ovvero una notifica, per posta o talvolta telefonica, relativamente al fatto che esista un passivo da saldare.

Se desideri vedere lo stato dei tuoi debiti con l’Agenzia delle Entrate e Riscossione, anticipando i solleciti, puoi farlo in autonomia, collegandoti al portale telematico dell’ente.

Innanzitutto dovrai autenticarti tramite identità digitale verificata (SPID), Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS); completata questa fase potrai domandare un estratto conto debitorio e monitorare la tua situazione fiscale. Nell’area riservata all’interno del portale troverai due elenchi: saldati e da saldare. Il primo è una lista di pagamenti effettuati, con specifiche relative ai modi e ai tempi nei quali sono stati versati mentre il secondo mostra l’entità dei tuoi debiti con l’Agenzia delle Entrate, gli eventuali oneri aggiuntivi (sanzioni e interessi) e se esistano procedure agevolate per rimborsarli.

I debiti con l’Agenzia delle Entrate vanno in prescrizione?

I debiti con l’Agenzia delle Entrate e Riscossione dovuti al fisco vanno in prescrizione. Con questo termine indichiamo una sorta di data di scadenza del passivo accumulato. Non tutte le imposte cadono in prescrizione nello stesso momento: ognuna presenta infatti una propria data di scadenza.

Quando scadono i debiti con l’Agenzia delle Entrate?

L’Agenzia delle Entrate e Riscossione, fatte salve rare eccezioni, tratta solo tasse e imposte dovute all’Erario, dunque allo Stato, e non si occupa di pagamenti comunali e regionali. Generalmente, quanto dovuto all’Erario andrà in prescrizione dopo 10 anni. In merito a questo, è bene specificare come tale periodo non si calcoli sempre nella stessa maniera. L’imposta sulle persone fisiche IRPEF, ad esempio, resta esigibile fino alla scadenza del decimo anno successivo a quello nel quale sia dovuta. Ciò significa che l’IRPEF 2022 decorrerà il 31 dicembre 2032, un decennio dopo il primo gennaio 2023.

Anche le cartelle esattoriali vanno in prescrizione dopo 10 anni. In tal caso però il calcolo andrà fatto a partire dal giorno successivo alla notifica stessa.

La prescrizione è automatica. Sarà sufficiente il decorso del tempo per liberare il contribuente dall’obbligo di pagamento. Come sottolineato, il calcolo varia di imposta in imposta e di tassa in tassa. Per tenere traccia di ogni scadenza è consigliabile farsi affiancare da esperti. Essi sapranno dirti se il tuo passivo, o parte di esso, sia finito in prescrizione o stia per farlo.

Ogni ingiunzione di pagamento inviata prima della caduta del debito in prescrizione funge da interruzione e azzera il calcolo. Il decorso ripartirà dal giorno successivo a quello della ricezione dell’atto. Viceversa, qualora l’ingiunzione sia recapitata a prescrizione avvenuta, la si dovrà impugnare davanti a un giudice e richiederne l’annullamento, altrimenti diverrà definitiva in quanto considerata tacitamente accettata. In questa eventualità, occorrerà rimborsare il debito.

Come rateizzare un debito con l’Agenzia delle Entrate?

Se hai un debito con l’Agenzia delle Entrate e Riscossione devi sapere che puoi diluirlo, rateizzando l’importo dovuto. Esiste la possibilità di farlo, sebbene non sia concessa a chiunque. L’opportunità vale soltanto per chi non sia in regola con il fisco ma non al punto da essere considerato inadempiente.

Il decreto del Presidente della Repubblica numero 602, risalente al 1973, consente al contribuente in difficoltà di spalmare i pagamenti al fisco. La condizione necessaria per fare richiesta è aver ricevuto una cartella esattoriale che domandi il rimborso di una somma consistente, sebbene non enorme, entro i 60mila euro. Se rispetti questo requisito, e non sei ritenuto inadempiente dall’ente di riscossione a causa di precedenti passivi non saldati, hai diritto a rateizzare l’importo.

Per avviare la pratica di diluizione del pagamento e affrontare in maniera più agevole i tuoi debiti con l’Agenzia delle Entrate, rivolgiti ad Agenzia Risoluzione Debiti.